UN TIZZONE

“Non comme voulant plaire aux hommes” 
01/04/2019

 E’ omicida dal principio

Dopo che Satana si ribellò in cielo, la sua opera si è manifestata attraverso il tempo; al principio sembrava un essere sincero e preoccupato per il benessere degli altri angeli; però pian piano si videro le sue intenzioni malvagie e che il suo unico interesse era occupare il posto di Dio. La sua era un’ambizione terribile. Sono molti gli appellativi dati a questo angelo caduto, come: omicida, bugiardo e padre della menzogna(Giovanni 8:44); accusatore dei fratelli(Apocalisse 12:10); avversario(1 Pietro 5:8); serpente antico(Apocalisse 12:9); principe dei demoni(Matteo 12:24), etc.

Diciamo che il diavolo è omicida dal principio, fu colui che incitò Caino ad ammazzare suo fratello Abele, infondedogli invidia e gelosia. Fino ad oggi Satana non ha smesso di uccidere; si diverte nel crimine, lo appassiona vedere la sofferenza delle sue vittime; non ha un briciolo di misericordia. Coloro che lo servono finiscono sempre male. Egli odia coloro che servono Dio e cerca anche di danneggiarli e distruggerli. Le persecuzioni e uccisioni di massa che ha scagliato contro il popolo di Dio di tutti i tempi attestano la sua passione per il sangue.

Ricordiamo le persecuzioni della Roma pagana e subito dopo la Roma papale, che sotto la copertura della “Santa Inquisizione”, cercò di eliminare dalla faccia della terra ogni traccia dei servi di Dio. Il crimine più esecrabile del diavolo fu crocifiggere, avvalendosi del popolo giudeo, il Figlio di Dio. La sua opera di omicida continuerà fino alla fine. Nel tempo della fine, avvierà un’offensiva senza precedenti contro il popolo di Dio, con l’obiettivo di annichilirlo, cancellare la sua memoria dalla faccia della terra, e lo farà con l’imposizione della domenica, come giorno obbligatorio a livello mondiale. Chi non accetta questa legge verrà perseguitato.

 “E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666…..” (Apocalisse 13:16-18).

Se il diavolo potesse ci toglierebbe la vita in questo stesso momento. Però Dio non lo permette, come non glielo permetterà durante la distretta di Giacobbe. In questo periodo il nostro pane e la nostra acqua saranno assicurati e gli angeli poderosi ci difenderanno (Isaia 33.16).

 

 

E’ il padre della menzogna

Un altro attributo satanico è la menzogna. L’inizio del peccato e la caduta dell’essere umano ebbero le sue origini in una bugia. La bugia ha causato molta sofferenza in questo mondo: scatenato guerre, separato matrimoni, diviso famiglie, etc. Giacomo ci dice che la lingua è un piccolo membro del corpo ma può provocare disastri terribili (Giacomo 3:5-6, 0-10).

Noi figli di Dio dobbiamo metterci sul terreno della verità eterna, essendo veraci ed eliminando l’ipocrisia. Il nostro parlare deve armonizzare con la verità sempre (Matteo 5:37). Ricordiamo che soltanto la verità ci può liberare, sebbene talvolta vada contro il nostro interesse. Da piccolo sentivo dire che una “bugia a fin di bene” non è un peccato, ma piuttosto una benedizione. Come può essere una benedizione una trasgressione? La Legge di Dio proibisce di allontanarsi dalla verità anche se è per fare un bene. Quello che diciamo deve armonizzare con ciò che pensiamo. Se non è così, violiamo quindi, la Legge di Dio e la violiamo perché la menzogna è cattiva in se stessa. Qualcosa di cattivo non può produrre niente di buono anche se agiamo con sincerità.

Accusatore dei nostri fratelli

Un’ altra delle specialità del diavolo è l’accusa. Lo illustreremo con il capitolo tre del libro di Zaccaria. Qui ci viene presentata un’immagine meravigliosa e molto incoraggiante sull’amore e il perdono di Dio. Il sommo sacerdote Giosuè sta chiedendo una benedizione per il suo popolo che si trova in una grande afflizione, ma mentre sta intercedendo, Satana si trova alla sua destra e lo accusa (Zaccaria 3:1). Ci viene mostrato il carattere del peggior nemico dell’essere umano. Egli si dedica a tentare, a fa cadere nel peccato la gente e dopo li accusa davanti a Dio presentando le loro cattive azioni e difetti. La penna ispirata ci dice che Satana attende” … che appaiano con un carattere tale agli occhi di Cristo affinché egli non li aiuti nella loro grande necessità” (Palabras de Vida del Gran Maestro, 131).

Giosuè rappresenta il popolo di Dio, si trova sotto condanna, vestito di abiti immondi: “Or Giosuè era vestito di vestiti sudici, e stava in piè davanti all’angelo.” (Zaccaria 3:3). “Satana opprime la sua anima con una sensazione di colpevolezza che lo fa sentire quasi senza speranza… Si sforza per spaventare la sua anima con il pensiero che il suo caso non ha speranza, che la macchia della sua contaminazione non potrà mai essere lavata” (Idem, 131-132).

La cosa straordinaria della storia è che Giosuè continua a confidare nella misericordia di Dio, non si dispera. Anche Giacobbe si afferrò all’angelo e gli disse che non lo avrebbe lasciato se non lo benediceva. Davide chiese a Dio di purificarlo con l’issopo e lavarlo fino a quando sarebbero spariti i suoi peccati. (Salmo 51:7). Questa è la chiave, caro fratello e cara sorella: insistere, assediare il trono di Dio con le nostre suppliche sincere e ferventi. Cosa possiamo fare di più? Niente, soltanto confidare nella misericordia incommensurabile di Dio.

La giustificazione di Cristo

Davanti a questa disperata situazione per Giosuè, qual è la risposta divina? “Ti sgridi l’Eterno, o Satana! Ti sgridi l’Eterno che ha scelto Gerusalemme! Non è questi un tizzone strappato dal fuoco?” (Zaccaria 3:2).” Un tizzone strappato dal fuoco”, vuol dire, un pezzo di legno bruciato per metà.

E’ chiaro, Giosuè, e tutti noi, siamo un legno che si sta bruciando a causa del fuoco del peccato… Però gloria a Dio! Il Signore interviene e riprende il diavolo, assicurandogli che ha sottratto ogni anima pentita dall’incendio distruttore, che c’è speranza per ognuno di coloro che confidano nei meriti di Cristo, che non si distruggerà eternamente chi ripone la sua fiducia nell’Eterno, che non si convertirà in polvere di carbone chi ha posto in Geova la sua speranza e nell’Altissimo la sua abitazione (Salmo 91:9).

Tutti noi abbiamo peccato però Gesù ha preso sulla sua propria anima le nostre colpe, affinché potessimo ricevere la sua purezza: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Noi tutti eravamo erranti

come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cader su lui l’iniquità di noi tutti” (Isaia 53:5-6).

Conclusione

 Tu ed io siamo un tizzone, si. Il diavolo ci ha tentati e siamo caduti nel peccato. Soltanto una terribile e amara condanna pesa su di noi e il diavolo si occuperà di accusarci davanti a Dio affinché ci condanni. Però non dobbiamo disperare; siamo un tizzone, ma possiamo essere un tizzone strappato dal fuoco e avere la speranza di rigermogliare e dare frutti. Questa è la promessa di Dio.

Oggi possiamo liberarci dalle catene della malvagità grazie alla giustizia di Cristo. Non importa in quale remoto luogo di Dio ci incontriamo. Ora possiamo mettere in ordine la nostra vita. Notiamo che nella storia in questione è chiara la colpevolezza di Giosuè perché era vestito con abiti sporchi, che sono il simbolo del peccato. Tutti gli esseri umani siamo peccatori, i nostri abiti sono macchiati dal male (Romani 3:23). Tuttavia c’è qualcuno Superiore a Satana, qualcuno che può ogni cosa e che ha mandato suo Figlio per liberarci da questa condanna atroce. Per questo nel paragrafo successivo, il Signore ordina il seguente: “Io ti ho tolto di dosso la tua iniquità, e t’ho vestito di abiti magnifici” (Zaccaria 3:4). Gli abiti magnificirappresentano la giustizia del Signore Gesù Cristo, la cui vita fu pura e perfetta. I suoi meriti, in virtù della fede che esprime il penitente, sono imputati a favore del peccatore. Accetteremo che il Signore ci lavi e vesta con il suo abito di giustizia? Diciamo sì. Dio ti benedica. Amen.

Pastore José Vicente Giner
Responsabile del Campo Svizzero