QUANDO NON CAPIAMO

QUAND NOUS NE COMPRENONS PAS
01/05/2018
LES PRÉMICES
01/05/2018

Un vecchio quesito

L’ essere umano si è sempre posto delle domande e molte di esse non hanno avuto risposta. Nel tentativo di capire tutto, di sapere tutto, di scrutare le cose vicine e quelle lontane, a volte abbiamo speculato troppo con il desiderio di ottenere questa antica am­bizione di scoprire l’occulto e misterioso, quello che non sappiamo perché accade. É chia­ro che questo spirito curioso ha permesso di capire molte leggi della fisica, della chimi­ca, della biologia, etc., che ci hanno aperto la porta alla conoscenza del corpo umano e del suo funzionamento, delle leggi che governano la natura e l’universo. Ma continuano a rimanere aperti grandi interrogativi per gli investigatori, che ovviamente possono spiegare la perfezione del ciclo idrologico, per esempio, però sapere cosa mette in moto questo meccanismo naturale e perché si ripete costantemente in maniera esatta non lo sanno. Chi ha stabilito che questo sia così?

Avviene lo stesso con le leggi della fisiologia umana. Oggi chiunque può comprare un libro di anatomia o di biologia o fisiologia, e conoscere le leggi della vita, del funziona­mento di ogni organo del nostro corpo. Questo è meraviglioso, però ci sono molte cose che tuttavia non hanno una risposta. Per esempio: Perché il cuore batte regolarmen­te durante tutta la vita, svolgendo il suo compito di pompare il sangue a tutto il corpo? Chi o cosa rende possibile tutto questo? I nostri occhi ci permettono di vedere e si conosce il meccanismo, però, perché è possibile questo? Si sa perfettamente il processo della digestione, però perché avviene in questo modo tanto saggio e meraviglioso?

Quindi potremo fare molte più domande che avranno soltanto risposta nella fede.  Dio  ha creato tutto e per Lui sussiste e funziona: “Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi ha fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu me conosci fino in fondo.” (Salmi 138:13-14). “Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.” (Romani 11:36). Questa è la rivelazione che ci da la Parola di Dio. Possiamo crederlo o rifiutarlo, però è la più convincente, così come dice il saggio Salomone: “La rivelazione delle tue parole illumina; rende intelligenti i semplici” (Salmi 119:130). E non è una questione di credere alla cieca, ma anche abbiamo ricevuto evidenze da parte del nostro Creatore per credere. Evidenze nel mondo naturale e spirituale. Tutte le cause hanno un’origine, è impossibile che un semplice orologio si sia fatto da solo. Possiamo smontarlo, osservare i suoi pezzi, distinguerli, nominarli, comprendere il loro meccanismo, però alla fine concluderemo che dietro a questa opera c’è un artefice che è l’orologiaio. Non servono le risposte: “l’orologio esiste perché è così”, “si è creato da solo”, “i metalli si sono fusi in maniera misteriosa e hanno dato come risultato i suoi pezzi che dopo si sono assemblati per dare come risultato l’orologio”. Nessuno crederà questo e naturalmente nemmeno l’orologiaio accetterà di buon grado che lo si ignori.

Domande sull’anima

La questione si complica moltissimo quando allontaniamo Dio dalla nostra vita, perché il risultato inevitabile è la perdita totale del senso o del proposito dell’esistenza umana. Siamo stati creati per amore e per amare. Dio ci ha dato la vita affinché possiamo conos­cerlo e amarlo; e altresì perché possiamo amarci tra di noi. Questa è l’essenza della Legge del Decalogo. La creazione è un’opera divina basata nell’amore.

Ma quando neghiamo questo fatto e attribuiamo a cause assurde l’origine della vita, come se fosse il risultato di un Big Bang o di un’evoluzione di forme primitive o forme più complesse, stiamo quindi ignorando “l’orologiaio divino”. Questo è molto triste, non mi piacerebbe che i miei figli mi ignorassero e dicessero che non hanno un padre e che sono venuti al mondo per “magia”.

La fede da senso alla nostra esistenza e ci concentra nell’opera che Dio desidera che facciamo ognuno di noi: quella di annunciare al mondo il suo messaggio di amore e di speranza, innalzare i suoi dieci comandamenti e metterli in pratica nella nostra vita. Non tutti siamo disposti a fare questo perché richiede la rinuncia all’io e alle sue passioni. La cosa più facile è, pertanto, negare l’esistenza di Dio e della sua legge.

Questo genera un conflitto terribile nell’anima perché ci sono domande vitali che formuliamo in modo maturale: “Da dove veniamo?”. “Dove andiamo?”. “Chi siamo?” “Per­ché siamo qui?” “Perché esiste il male?” “Perché dobbiamo morire?”. E altre ancora. Attra­verso la Parola di Dio possiamo ricevere risposte chiare perché la Bibbia è la lam­pada che illumina il nostro cammino (Salmo 119:105). Però se rifiutiamo la rivelazione di Dio allora rimaniamo perduti nell’oscurità e accettiamo qualsiasi spiegazione per assurda che sia, ci lasciamo ingannare o inganniamo noi stessi.

Come dicevamo, eliminare Dio dalla nostra vita, equivale a rinunciare ad essere guidati dalla sua luce, dalla sua meravigliosa volontà, visto che sa meglio di noi ciò che ci conviene. Quando voltiamo le spalle a Dio, la domanda è: “Come accettare i capitoli difficili dell’esistenza umana senza perdere il controllo?

I disegni divini

            Il non credente attribuisce al caso, o al destino, le cose che gli accadono, mentre quelli che confidiamo in Dio, ci appoggiamo nella fiducia originata dalle sue promesse, Paolo si esprime così: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.” (Romani 8:28). Crediamo che i disegni divini, hanno senso nella mente di Dio, tutto ciò che succede intorno a noi e in noi stessi, è stato creato da Dio o permesso da Lui (Lamentazioni 3:7). Il nostro Creatore possiede tutto il potere, la saggezza, conosce ogni cosa e persino i capelli che abbiamo in testa sono contati (Matteo10:30).

La cosa più consolante è che ogni lacrima che versiamo la tiene in considerazione con amore: “Tu conti i passi della mia vita errante; raccogli le mie lacrime nell’otre tuo; non le registri forse nel tuo libro?.” (Salmo 56:8). Non è qualcosa di meraviglioso? Che sollievo così profondo sperimentiamo se abbracciamo questa promessa!

Sono molte le sofferenze che abbiamo da sperimentare in questa vita, che se non avessimo questa “ancora” dell’anima, così come dice Paolo in Ebrei 6:19, crolleremmo e verremmo fatti a pezzi. Nello stesso contesto, l’apostolo ci incoraggia ad aggrapparci a Cristo, speranza sicura e ferma (Versetto 18). Egli è l’ancora della nostra fede. Il Signore Gesù morì per noi, risuscitò e ascese al cielo e da li intercede davanti al Padre affinché un giorno ritorniamo nella nostra casa, riceviamo tutti i doni che il diavolo ci ha rubati a causa del peccato. Caro salvatore, grazie per il tuo amore!

Tenendo in conto questo, sarà più facile accettare quello che non possiamo spiegare, visto che comunque non c’è spiegazione per noi, esiste un perché che solo Dio conosce. Potrebbe essere che affrontiamo una situazione senza una soluzione apparente, ma per coloro che abbiamo riposto la nostra fede in Gesù Cristo, non ci sono situazioni senza rimedio. Abbiamo un’ancora ferma che ci aiuta a non lasciarci coinvolgere dall’angoscia, la paura o la disperazione. La natura immutabile dell’amore di Dio e la parola che si è impegnata a compiere le sue promesse, ci deve far sperare, aiutare ad esercitare la pazienza e la serenità in mezzo alla tempesta.

E cosa succede con l’inspiegabile, per quanto ci giriamo intorno? Seguiamo il consiglio divino che Gesù diede a Pietro: ”Rispose Gesù: Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo.” (Giovanni 13:7). Lasciamo, quindi, nelle mani di Dio il nostro caso, impariamo ad accettare i capitoli oscuri e dolorosi della nostra vita e vedremo che la mano di Dio guiderà tutto per il nostro bene, anche se noi non lo sapevamo.

“Da quali pericoli visti e non visti, siamo stati salvati dall’intervento degli angeli, non lo sapremo mai fino a quando alla luce dell’eternità vedremo la provvidenza di Dio. Quindi sapremo che tutta la famiglia del cielo provava interesse per la famiglia di questa terra, e che i messaggeri del trono di Dio accompagnavano i nostri passi giorno dopo giorno.” (La speranza dell’uomo, pag. 207 versione spagnola).

Quello che è molto chiaro per noi, è che Dio ci ama e che sta al nostro fianco per guidarci, consolarci e proteggerci: “Dimora Dio in ogni famiglia; ode ogni parola che si pronuncia, ascolta tutte le preghiere che si elevano, sente tutti i dolori e gli inganni di ogni anima, vede il trattamento che riceve ogni padre, madre, sorella, amico e vicino. Ha cura delle nostre necessità, e per soddisfarle, il suo amore e la sua misericordia scorrono continuamente…Nella sua mani possiamo riposare tranquilli.” (Promesas para los últimos días, pag. 57).

“E’ chiaro che avremo delusioni e che ci attendono tribolazioni; però dobbiamo affidare tutto, sia grande che piccolo, al nostro Dio, Lui non è oppresso dalle nostre amarezze ne è travolto dai nostri fardelli. La sua protezione si estende a tutte le famiglie e veglia su ogni individuo. Ad Egli lo preoccupano tutti i nostri affari e dispiaceri. Prende nota di ogni lacrima; si commuove nel percepire le nostre debolezze.” (Promesas para los últimos días, pag. 57).

Conclusione

Ti invito, caro fratello e cara sorella, a guardare più in alto quando non capisci. Ri­corda che Dio ti ama e ha provveduto in Cristo tutto il necessario per la tua salvezza. Ti invito, afferrati alle promesse divine e confida. Nella mente di Dio tutto è chiaro e ha un piano perfetto per te, sebbene ti sembri tutto buio e senza senso. Le sue parole sono queste. “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò.” (Giosuè 1:5). “Quando arrivano le prove, al posto di perdere la pazienza, al posto di inquietarci e preoccuparci, andiamo al Signore per fargliele conoscere.” (Prome­sas para los últimos días, pag. 147). Dio ti benedica.