PORTA VOCI DELLA SPERANZA

PORTE-PAROLES D’ESPÉRANCE
01/08/2018
LA PROCLAMATION D’UN MESSAGE UNIVERSEL
01/08/2018

I molti eventi che stanno accadendo nel mondo, devono portare noi cristiani del popolo di Dio, ad una riflessione più profonda intorno al tipo di fede che coltiviamo e se stiamo compiendo il mandato che ci spetta, di buoni samaritani, di porta voci della speranza, di proclamatori della seconda venuta di Cristo. Tuttavia possiamo ricordare con chiarezza la terribile notizia che l’undici di settembre del 2001, si trasmetteva attraverso i mezzi di comunicazione al mondo intero, che, attonito, non poteva dar credito a ciò che stava ascoltando e vedendo. Le due Torri Gemelle di New York erano state abbattute da due aerei civili pilotati da duplici terroristi. La quantità di morti era così grande e l’orrore si impadronì in questo giorno di tutti coloro ai quali rimaneva qualcosa di umano.

Gli uomini più rilevanti della politica, scrittori, studiosi, sociologi e altri esperti, dissero che il mondo non sarebbe stato più lo stesso dopo questo evento. Sono passati vari anni e ci domandiamo: è migliorato il comportamento degli esseri umani? E’ servito questo terribile massacro per convincerci che il mondo è quasi morto e che necessita un trattamento spirituale basato sull’amore di Cristo? E’ cambiato in qualche modo questo mondo in meglio?

Gli avvenimenti del Medio Oriente, il conflitto arabo-israeliano, i focolai razziali in Europa, l’instabilità nell’America Latina e Africa, l’inflazione, la fame nel mondo, l’aumento della delinquenza e altro dimostrano di no. Ma ciò che è certo è che coloro che professiamo di essere seguaci di Cristo, non possiamo rimanere impassibili davanti a quanto stia succedendo. Il Signore sta cercando di dirci qualcosa.

Segnali inequivocabili

            In qualità di studiosi della Bibbia, sappiamo che la Parola predice quale sarà la situazione politica, religiosa, sociale e nel mondo naturale che esisterebbe prima della venuta di Gesù (Matteo 24; 2 Timoteo 3: 1-5), e ci ha avvertiti che dobbiamo essere attenti e alzare la nostra testa quando vedremo succede queste cose, perché la nostra redenzione è imminente (Luca 21:28).

L’assedio di Gerusalemme da parte delle truppe romane fu il segnale profetico dato dal cielo per avvertire i cristiani che dovevano lasciare la città (Matteo 24:15-20). Coloro che accettarono la previsione, furono attenti al suo compimento e obbedirono, poterono liberare le loro vite e ”… neppure un solo cristiano perì nella distruzione di Gerusalemme. Cristo aveva avvisato i suoi discepoli, e tutti coloro che avevano creduto alle sue parole aspettarono attentamente i segnali promessi “(Il Gran Conflitto, pag. 33 versione spagnola).

Cari fratelli, ci sono tanti segni, nessun cristiano potrà sostenere che non sapeva e che non ha avuto tempo per donarsi a Gesù. Giovanni qualifica come “benedetti” coloro che “leggono”, “odono” e “custodiscono” le parole delle profezie per il nostro tempo, il motivo è chiaro:” …Perché il tempo è vicino” (Apocalisse 1:3). Il triplice messaggio angelico viene predicato da prima del 1844, sono ormai più di 160 anni di “suono di tromba”. Alcuni nemici della verità concludono che tutti quello che abbiamo predicato finora è una falsità e che sempre si è parlato della seconda venuta di Cristo però nessuno lo ha ancora visto. Ciononostante cosa ci dice la Parola? “Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà.” (Ebrei 10:37).

L’invito di Cristo

            Questa è la nostra speranza! Crediamo fermamente che la nostra redenzione è vicina. Non sappiamo ne l’ora né il giorno, però i segnali lo dicono. La nostra parte consiste nel prepararci per questo meraviglioso evento e avvertire il mondo perché lo faccia anche.

Ora tuttavia c’è tempo per mettere la nostra vita in ordine; abbiamo l’opportunità per modificare il nostro cammino e ritornare al Signore con pentimento sincero, Dio lo sta desiderando perché ci ama. Oggi ancora viviamo e la porta della grazia è aperta. Però, domani? Oppure tra un’ora? Chi può predire ciò che succederà nel minuto seguente?

Noè predicò 120 anni prima che cadesse il diluvio sulla terra. 120 anni di martellate, segando il legname e invitando al pentimento. Era un messaggio di ammonimento, ma anche di amore e misericordia. La maggioranza dei suoi contemporanei lo consideravano un matto, ma a lui non importava. Continuò realizzando il compito che Dio gli aveva affidato. Noè annunziò per 120 anni la fine dell’era antidiluviana (Genesi 6:3), però fu anche portavoce della speranza. La gente di allora aveva due opzioni: accettare questo invito al pentimento ed entrare nell’arca per salvarsi o rimanere aggrappati alla loro vecchia vita di peccato e morire annegati. Una storia così lontana potrebbe essere che non susciti nella gente di oggi nessun desiderio di cambiamento. Molti persino la negano e la collocano nel libro dei racconti o delle fiabe della storia antica, però questo non le toglie neppure un apice di autenticità. Io non ho conosciuto il mio trisnonno, ciononostante so che esistette e conosco anche il suo nome. Mio padre me lo ha raccontato e a lui glielo raccontò mio nonno. So qual era il suo mestiere e faccende relative alla sua vita. Alcuni hanno sentito parlare di molte generazioni della propria discendenza, però non li hanno conosciuti, soltanto hanno accolto testimonianza da altri e la accettano.

In qualità di cristiani abbiamo ricevuto la testimonianza dei profeti, attraverso la Bibbia, che Dio fece il mondo in sei giorni e il settimo si riposò. Che fece l’uomo e lo pose su questo pianeta. Che l’uomo e la donna peccarono e per questa causa entrò la disgrazia in questo mondo. Che Dio fece loro una promessa di redenzione e che suo Figlio Gesù Cristo sarebbe morto nella croce per ritornare

Che Dio fece loro una promessa di redenzione e che il su Figlio Gesù Cristo sarebbe morto sulla croce per restituire a loro e a tutti i loro discendenti di tutti i tempi ciò che avevano perso. Che Cristo sarebbe ritornato per la seconda volta da questa umanità per mettere fine al peccato e ai peccatori e per instaurare un nuovo mondo e che prima ci sarebbero dei segni inequivocabili che precederebbero il glorioso evento. Che ogni persona che accetti questo messaggio debba convertirsi in un predicatore di buone notizie, in un portavoce della speranza e che deve estenderlo agli altri e che coloro che accettano la “parola di riconciliazione” potranno liberarsi dalle sette future piaghe (Apocalisse 16) e dalla seconda morte-morte eterna (Apocalisse 2:11).

Noi non abbiamo conosciuto Noè però sappiamo che esistette perché ce lo hanno raccontato coloro che scrissero le Sacre scritture. Sappiamo che questo patriarca fedele predicò un messaggio di riprovazione e che a sua volta fu portavoce della speranza. Il diluvio sarebbe venuto ma la gente avrebbe potuto salvarsi. Egli ci credette e non morì annegato; la sua famiglia lo credette e vennero riparati nell’arca.

Noè prefigura l’opera che il popolo di Dio deve fare nell’ultimo tempo. Sappiamo dalla parola profetica che cadranno sette piaghe su questa umanità e che gli impenitenti, vale a dire coloro che non desiderano pentirsi ne porre la loro vita in armonia con la Legge di Dio, non avranno nessun rifugio all’infuori di Cristo. La chiesa, ognuno di noi dobbiamo predicare come Noè il messaggio del Vangelo e presentare l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo (Giovanni 3:16). Credi tu in questo messaggio? Avrai il coraggio di condividerlo con gli altri? La porta dell’arca rimase aperta per tutti gli antidiluviani, però arrivò il momento che Dio la chiuse (Genesi 7:16) e ormai nessuno poté entrare e uscire. Così sarà nel nostro tempo. Adesso la porta della grazia è aperta e dall’altro lato troviamo Gesù che sta facendoci un invito: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.” (Matteo 11:28). Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori.”  (Ebrei 3:7-8).

Arriverà il momento che la porta della grazia si chiuderà e si compiranno le parole profetiche di Amos: Ecco, verranno giorni, – dice il Signore Dio -in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la parola del Signore. Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno da settentrione a oriente, per cercare la parola del Signore, ma non la troveranno…” (Amos 8:11-12).

“Quando sarà conclusa l’opera del giudizio investigativo, verrà anche decisa la sorte di tutti per la vita o per la morte. Il tempo di grazia terminerà poco prima che il Signore appaia tra le nuvole del cielo. Quando guardiamo questo tempo, Cristo dichiara in Apocalisse: Il perverso continui pure a essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora. Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere.(Apocalisse 22.11).” (Cristo en Su Santuario, p. 138).

Ti invito ad abbracciare la benedetta speranza de “...nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo (Tito 2:13) e specialmente a convertirti in un portavoce fedele di questa meravigliosa notizia per l’umanità. Che Dio ti benedica. Amen.

Pastore José V. Giner
Agosto 2018