LA GIUSTIZIA DI DIO

LA COURSE CHRÉTIENNE
01/09/2018
LA JUSTICE DE DIEU
01/09/2018

Giustizia umana

            I giudizi che si portano nei tribunali terreni sono molto solenni e impressionanti perché si decide la sorte di una o più persone, in base alle loro colpe o alla loro innocenza. La giustizia la si è rappresentata come una signora che sostiene una bilancia in una mano e nell’altra una spada e con gli occhi bendati. E’ evidente che si è cercato di trasmettere la caratteristica più rilevante della giustizia: l’imparzialità nel giudizio. Purtroppo però non sempre la giustizia è “giusta” e per questo molte volte soffrono innocenti e sono esonerati i colpevoli. Si afferma che il 4% delle condanne a morte nell’EEUU si devono ad errori giu­dizia­li. http://esmateria.com/2014/04/28/condedas-pena-muerte-eeuu-errores-judiciales-inocentes/

Le autorità che devono pronunziarsi con giustizia a volte sbagliano le loro valutazio­ni, perché sono umani, e altre volte si lasciano corrompere e questo si chiama in termini legali corruzione. La giustizia di solito è amministrata da un processo giuridico, vuol dire dove esiste un accusato che presumibilmente ha violato una legge, un giudice che esami­na il caso e dovrà decidere intorno ad esso alla luce delle evidenze; un Pubblico Ministero che accusa; un avvocato difensore e i testimoni che portano prove a favore o contro il reo. Alla fine del giudizio si deciderà da parte del giudice se la persona ha infranto la legge del paese o no. In caso affermativo, il giudice dovrà decidere la pena da applica­re, se il reo è reputato innocente, verrà assolto.

La giustizia divina in questione

L’universo intero è il vasto territorio nel quale Dio governa. Un governo implica che esiste un governatore, soggetto a leggi che regolano il comportamento dello stesso: ” Co­me supremo Governatore dell’universo, Dio ha stabilito leggi per il governo non solo di tutti gli esseri umani, ma di tutte le attività della natura. Tutto grande o piccolo, animato o inanimato, è sottomesso alle leggi fisiche che non possono essere ignorate. Non ci sono eccezioni a questa regola; perché nulla che ha fatto la Mano divina è stato dimenticato dalla Mente divina… Solamente all’uomo, l’opera culminante della sua creazione, Dio gli ha dato la coscienza per comprendere i requisiti sacri della legge divina, e un cuore capace di amarla come santa, giusta e buona; e all’uomo è richiesta una tempestiva e perfetta obbedienza.” (Hijos e Hijas de Dios, pág. 42, versione spagnola).

Per questo motivo, Dio è il creatore di tutto l’universo (Deuterunomio 4:17), la sua Santa Legge è la norma di giustizia (Giacomo 2:12). Nel cielo vige questa Legge e la stessa Legge vige nella terra ma adattata alla condizione degli esseri umani nel loro stato decaduto. In un tempo concreto dell’eternità un angelo eccelso si ribellò contro il governo divino e fu scaraventato nella terra con coloro che lo appoggiarono nella sua ribellione (Apocalisse 12:9). In questo testo si dice che “il gran dragone, il serpente antico che si chiama diavolo e Satana… inganna il mondo intero”. Dobbiamo considerare che la quantità di gente ingannata è molta, perché il testo parla del “mondo intero”, significa che un inganno raggiunge tutti gli abitanti della terra e che molti cadono sotto il suo influsso. Lo conferma Gesù quando dice : Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa.” (Matteo 7:13). (La versione citata nel presente scritto è la Nuova Riveduta a meno che si indichi il contrario).

L’opera satanica

            Ma in cosa il diavolo inganna la gente? Facendo una profonda analisi biblica ci renderemo conto che l’obiettivo del nemico è stata la destabilizzazione del governo divino e prenderne il controllo assoluto (Isaia 13:14). Isaia ci presenta un essere che desidera detronizzare Dio e questo implica un cambiamento della legge. Quando un governatore spodesta un altro la prima cosa che fa è imporre la sua propria legge. La lamentela di Satana, mentre si trovava in cielo era che la Legge di Dio non si poteva osservare, che era ingiusta. In seguito, quando fu relegato in questa terra con i suoi angeli, continuò con la sua opera di inganno, la quale ebbe molo esito perché ottenne che la prima coppia infrangesse la Legge del Creatore. Dio aveva avvertito Adamo ed Eva di non raccogliere il frutto dell’albero proibito, che non avrebbero potuto mangiarlo, pena la morte. Bramare il frutto dell’albero, prenderlo, mangiarlo, è un’aperta trasgressione della legge di Dio, nella quale troviamo implicito questo comandamento: Non rubare, non desiderare, non avere altri dii, etc.

Dopo di ciò, l’umanità continuò a cadere sempre di più e si dimostrò abbondantemente che le asserzioni del maligno erano una terribile falsità. Egli, che aveva preteso di essere “il dio di questo mondo” (2 Corinti 4:4), stabilì le sue leggi e sotto il suo governo gli esseri umani si degradarono, caddero in terribili peccati. Si corruppero, si ammalarono esattamente come narra Isaia (Isaia 24:3-4). Nel versetto cinque viene espressa la vera ragione di questa degradazione: “…La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno trasgredito le leggi, hanno violato il comandamento, hanno rotto il patto eterno.” Qui si trova la causa: la violazione della Legge di Dio (patto permanente). Anche Salomone lo afferma: “Se il popolo non ha rivelazione è senza freno; ma beato colui che osserva la legge!..” (Proverbi 29:18).

Rimane chiaro che Satana odia Dio e di conseguenza rifiuta la sua Legge, che è un riflesso del suo carattere. Questa è la spiegazione del perché ha cercato con tutte le sue forze di eliminare la Legge del nostro Facitore. Già succedeva all’epoca dell’Antico Testamento; il popolo di Dio aveva sostituito la Legge di Dio con “comandamenti di uomini” (Isaia 29:13). All’epoca di Gesù le cose non erano cambiate molto e il Signore dovette dire questa verità ai giudei: Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini. (Marco 7:8). Affinché nessuno pensasse che questo era corretto, il Maestro esaltò la Legge di Dio, così come era profetizzato (Isaia 42:21), insegnando : Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. 18 Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. (Matteo 5:17:18). L’apostolo Paolo ci insegna che la Legge è necessaria per discernere il peccato: “Che cosa diremo dunque? La legge è peccato? No di certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge; poiché non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire».” (Romani 7-7).

Cristo vive in me

            Gesù venne in questo mondo per smascherare il nemico e mostrare a tutti, soprattutto agli angeli del cielo e agli esseri mai caduti, che la Legge di Dio è la base del governo divino (Salmo 89.14); che è santa, giusta e buona (Romani 7:12) e che Adamo non aveva motivo per violarla, che se peccò fu per la propria volontà e non perché era impossibile osservarla. Satana fece tutto il possibile per ingannare Cristo e fargli trasgredire la Legge, ma nel suo stato umano e afferrandosi alla mano del Padre, Gesù vinse e morì nel Calvario senza aver commesso un solo peccato. Vittorioso emerse dalla morte e ascese al cielo, da dove verrà un’altra volta per portarci con Lui. C’è però una condizione: che ci mettiamo in armonia con la Legge di Dio. Visto che umanamente parlando questo non è possibile (Geremia 13:23) e la nostra giustizia è come un drappo di sporcizia (Isaia 64:6), ci offre la sua giustizia perfetta, quella che è nota come “giustifi­cazione per fede” (Romani 5:1). La giustificazione di Cristo dichiara il peccatore “giusto”, è un dono immeritato, però per amore ce lo offre. Notiamo che il processo della giustifica­zione valuta due fasi: la giustizia imputata e la giustizia impartita. La prima è il nostro diritto per andare in cielo, una dichiarazione di giustizia, che sebbene non sussista da parte del condannato, che siamo noi, grazie alla sua magnanimità e bontà infinita riceviamo questo dono: essere giusti senza esserlo. Non è meraviglioso?

Sono io colui che avrebbe dovuto pagare per i miei peccati, però un altro, il Signore Gesù, riceve tutto il peso della giustizia. Gesù mi sostituisce per amore, perché non desi­dera che nessuno di noia si perda (2 Pietro 3:9). Detto questo, la giustizia di Cristo, come giustizia impartita, prevede la restaurazione del peccatore. Quando Gesù perdonava i peccatori diceva alla gente di non peccare più (Giovanni 8:11). Tuttavia com’è possibile questo? Gesù non spera che con i nostri deboli sforzi facciamo quest’opera perché siamo attratti dalla nostra stessa concupiscenza (Giacomo 1:14-15). Ma spera che ognuno di noi, nel donarsi a Lui con sincero pentimento, riceva lo Spirito Santo che ci aiuterà a superare la tentazione del nemico e impareremo a morire ai nostri pensieri peccaminosi prima che si convertano in peccati.

Paolo diceva ai credenti del suo tempo che Cristo viveva in lui. “Ma Cristo vive in me.” (Galati 2:20). Cosa significa questo? Che la presenza dello spirito nel suo cuore lo dotava di un potere speciale per vincere il male (Filippesi 4:13). Per questo un cristiano che lascia che lo Spiri­to Santo lo guidi, porterà i sui frutti, che è l’obbedienza alla santa Legge di Dio (Galati 5:16-26). “Il potere che Cristo comunica abilita l’uomo per resistere al tiranno e usurpa­tore. Chiunque aborrisca il peccato al posto di amarlo, che resista e vinca le passioni che avranno regnato nel suo cuore, mostra che in esso funziona un principio che viene dall’alto.” (Il Gran Conflitto, p. 496 versione spagnola).

Questa è la giustizia impartita. Il ladrone sulla croce, poco prima di morire, ricevette la giustizia imputata (il suo diritto al cielo); se avesse continuato a vivere avrebbe ricevuto la giustizia impartita, quella che gli dava l’idoneità per il cielo, cioè la santità, la rivelazione del carattere di Cristo nell’anima umana. “La giustizia per la quale siamo giustificati è imputata; la giustizia per la quale siamo santificati è impartita. La prima è il nostro diritto al cielo; la seconda, la nostra idoneità per il cielo.” (Review and Herald, 4 de junio de 1895).

Nel caso di Giovanni, il discepolo amato, vediamo chiaramente la giustizia impartita. Quando conobbe Cristo era come una pietra grezza, “figlio del tuono” lo chiamavano, però a contatto con il Maestro, udendo i suoi insegnamenti, contemplando l’amato Gesù fu trasformato. Giovanni scoprì le sue mancanze di carattere e si umiliò. Per il potere di Dio resistette alle sue cattive tendenze e fece tutto il possibile per vincere il peccato. Giovanni aspirava ad essere come Gesù. Questa è l’opera che desidera fare Gesù in ognuno di noi. Glielo permetteremo?

L’ultimo grande inganno

            La parte che desideriamo enfatizzare di più in questo scritto, è il fatto che il diavolo ha introdotto nel mondo cristiano, in maniera molto sottile, la convinzione che la Legge di Dio fu abolita da Cristo nel Calvario e che ormai non siamo obbligati ad osservarla, che siamo salvati per grazia e non per opera della legge, così insegnano molte congregazioni. Però questo, come abbiamo visto, è un errore madornale, perché senza Legge non c’è peccato. Neppure Gesù avrebbe insegnato che la Legge non sarebbe mai passata e che attraverso essa saremo giudicati (Giacomo 2:12). Come possiamo essere giudicati da una Legge abolita? Un altro inganno è far credere che la Legge è vigente ma che Gesù cam­biò alcuni comandamenti, esattamente il quarto, trasferendo la solennità del sabato alla domenica. Questo cambiamento della Legge era già stato predetto (Daniele 7:25). Dio mai diede autorità alcuna per realizzare questo cambiamento. Il riposo sabatico fa parte della Legge del Decalogo e non la domenica, il suo cambio, quindi, mette a repentaglio il governo del Creatore. Notiamo che nella terra nuova continueremo ad osservare il sabato come giorno di riposo (Isaia 66:23). Che senso ha eliminare questo comandamento per poi ritornare ad osservarlo in cielo?

L’ultimo grande inganno del nemico sarà sfidare la giustizia divina in modo aperto e a livello mondiale, imponendo con forza un editto che obblighi tutti ad osservare la domenica come giorno di riposo (Apocalisse 13.16-18). Il “marchio” di cui parla Giovanni, è la domenica. Il sabato è il sigillo di Dio (Esodo 31:17), perché agisce come un segno del patto che Dio compì con il suo popolo; il marchio del diavolo è la domenica, perché questo giorno non ricevette la benedizione di Dio durante la creazione, ne fu santificato ne appartato per l’essere umano, neppure il Signore riposò da tutto il suo lavoro. Quando arriva questo momento migliaia di persone vedranno che questa verità biblica fu predicata dagli avventisti durante tantissimo tempo fino a quando il mondo l’avrà ascoltata.

“Nessuno degli errori accettati dal mondo cristiano attacca così sfacciatamente l’autorità di Dio, nessuno si trova in così aperta opposizione con gli insegnamenti della ragione, nessuno da così tanti risultati nocivi come la dottrina moderna cui tanto cresce, che la legge di Dio ormai non è più di carattere obbligatorio per gli uomini. Tutte le nazioni hanno le loro leggi che esigono rispetto e obbedienza; nessun governo potrebbe sussis­tere senza di esse” (Il Gran Conflitto, p. 571 versione spagnola).

E perché fa questo il nemico? Perché odia Dio e tutto ciò che ha a che vedere con la sua giustizia, perché questa stessa giustizia è quella che condannò il diavolo nell’essere espulso dal cielo, questa giustizia lo confinò nella terra e questa stessa giustizia lo ha condannato ad essere eliminato per sempre, non perché Dio lo odia, ma perché il diavolo odia Dio e non vuole accettare i suoi decreti universali, odia il piano di redenzione e tutte le anime che si afferrano alla mano di Cristo. Bisogna capire che questo odio mette in pericolo la stabilità di tutto l’universo. Quale legislatore umano non prenderebbe misure per neutralizzare un colpevole che mette in pericolo l’equilibrio mondiale? Molto più la stabilità dell’universo. Che il Signore ci aiuti a stare dalla parte della giustizia di Dio, una giustizia perfetta, che piuttosto di esigere la morte del peccatore, per la sua misericordia e amore infinito, arriva a perdonarlo attraverso il sangue di Gesù. Dio ti benedica. Amen.

Pastore José V. Giner
Settembre 2018