LA BENEDIZIONE PIÙ GRANDE

LA PLUS GRANDE BÉNÉDICTION
01/04/2018
QUAND NOUS NE COMPRENONS PAS
01/05/2018

Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo (Ef 1:3).

Che parole meravigliose! In esse è sintetizzato un meraviglioso insegnamento: che tutto il bene che abbiamo, viene da Dio e attraverso il sacrificio espiatorio di Cristo.­

Sì, tutto quello che abbiamo, tutto ciò che siamo, tutto ciò che abbiamo vissuto, i nostri desideri, le nostre azioni, tutto, nella misura in cui è buono ed ha beneficiato noi e i nostri simili, costituisce la benedizione del nostro Dio. Anche i momenti brutti dobbiamo viverli come una benedizione per la formazione del nostro carattere.­­

La più grande benedizione

Nella vita di Gesù, nostro Redentore, il Verbo che si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, ci fu l’incomprensione dei suoi, il disprezzo di quelli che era venuto a salvare, una corona di spine e una morte cruenta sulla croce, dove donò la sua vita.

Ma Gesù ascese al cielo e come Fratello Maggiore di ciascuno di noi intercede presso il Padre (1 Gv. 2:1), e attraverso il suo sangue espiatorio siamo perdonati, anche se non meritano. Questa è la più grande benedizione spirituale che riceviamo da Dio nei luoghi celesti in Cristo.­­­

Il testo introduttivo menziona che le benedizioni sono date “nei luoghi celesti” nel senso che Cristo è nel Santuario Celeste e da lì ci benedice con il suo ministero: “Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno” (Eb 4:14-16).

La benedizione è immensa, se consideriamo la nostra reale condizione: Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti(Is. 53:6). “Perché volete essere ulteriormente colpiti? Vi ribellereste ancor di più. Tutto il capo è malato, tutto il cuore langue. Dalla pianta del piede fino alla testa non vi è nulla di sano: solo ferite, lividure e piaghe aperte, che non sono state pulite né fasciate né lenite con olio” (Is 1:5-6).

Meritando la morte, riceviamo l’assoluzione completa; per la fede nel sacrificio espiatorio di Cristo siamo dichiarati innocenti: “Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù” (Rm 8. 1). E ancor di più, non solo non siamo puniti con la morte eterna, grazie alla sua misericordia, ma che il Signore ci invita ad avvicinarci con fiducia al trono della grazia per ottenere l’aiuto necessario per resistere alla tentazione del nemico, in altre parole, Dio è disposto a darci la forza necessaria per vincere il peccato che prima ci dominava (Fil. 2:13).­

Da un lato, Dio ci perdona – giustifica – e d’altro Dio ci trasforma – santifica. Non c’è benedizione più grande di questa! Per questo l’apostolo Paolo afferma che Dio “ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo“.­

È vero che, come esseri umani, deboli, fallibili e mortali, siamo propensi a cercare la benedizione materiale: avere una casa, una macchina, un buon lavoro, ecc. E forse molti sono giunti alla conclusione che la fedeltà dell’individuo si misura con la quantità di cose che possiede. Anche se non lo possiamo negare categoricamente, non possiamo neanche accettarlo come verità assoluta, perché ci sono migliaia e migliaia di cristiani sinceri di tutto il mondo che vivono sulla soglia della povertà e tuttavia, nelle circostanze in cui vivono, possono appropriarsi della più grande benedizione, che è al di sopra dei beni materiali: la grazia di Cristo che ricevuta nel cuore trasforma la vita e produce la vera felicità, che non dipende da fattori esterni.­­­­­­­­­

Il Signore Gesù ci invita a cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia, e le benedizioni come il lavoro, la casa, il vestito, il cibo, in ultima analisi quello che ci serve per vivere, saranno aggiunte (Lc. 12:25-34). Questa è una promessa divina. Ma ciò non significa che chi accetta Gesù come personale Salvatore sarà così benedetto da non passare per delle difficoltà o che diventerà ricco. No! Anche se può essere che in alcuni casi Dio lo ritenga opportuno, questo non costituisce la regola. “Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose… Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Mt. 6:32,34).­­

Non dobbiamo abbracciare la fede per capire che si tratta di un buon investimento a livello materiale, anche se per molti lo è, poiché non è sempre il caso. Che concetto avevano i primi cristiani che vivevano nelle catacombe di Roma, privati della luce solare, dei loro beni e minacciati di morte? Come intendevano la questione delle benedizioni di Dio? Un Vangelo di prosperità materiale? Ed i valdesi? E gli albigesi? Nell’anno 1211, centomila Albigesi furono uccisi in un solo giorno in Layaur, Francia. Molti bruciati vivi ed altri trafitti da spade. I carnefici che compivano tale massacro rendevano grazie a Dio per la vittoria della chiesa. Nel 1487 si realizzò una crociata contro i valdesi in Francia promettendo la remissione di tutti i peccati a chi uccideva un eretico. Migliaia sono morti per mano di criminali guidati dal diavolo. Nel 1572, uomini che affermavano di essere guidati da Dio uccisero migliaia di ugonotti a Parigi, per un totale di 70.000 morti, conosciuto come “il giorno del massacro di San Bartolomeo”.  ­­

Perché citare questi ricordi così straziante? Lo scopo non è quello di accusare gli autori di questi crimini, ma ricordare che essere cristiani non è sinonimo di benedizioni materiali o del non passare attraverso difficoltà o prove. Questi martiri sono una dimostrazione di questo. Per loro, la cosa più preziosa e di valore era vivere nella grazia di Dio. Questa era la più grande benedizione per la loro vita e quella dei loro figli. Perché “a che serve all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” (Mt. 16:26). Non erano fanatici masochisti che amavano passare per la sabbia dei circhi romani, il fuoco, la forca o il patibolo. Amavano la vita, come noi, non voleva morire, ma se per la loro fede dovevano offrire la loro vita, accettavano nonostante la grande sofferenza e il dolore che significava. Essere benedetto costituiva per un martire non cedere alle pressioni del nemico e mantenersi fedele per la grazia di Cristo, ai comandamenti di Dio. Che cosa significa per noi essere benedetti?  ­

Gesù ci insegna che come suoi seguaci avremo afflizioni in questo mondo (Gv. 16:33) perché è guidato dal diavolo (2 Cor. 4:4). Ma la cosa importante è che, pur dovendo vivere queste situazioni angoscianti il ​​Signore ci promette qualcosa di straordinario, “queste cose vi ho detto affinché abbiate pace in me” (Gv. 16:33). Qui è dove dovremmo concentrare la nostra lente spirituale!

Tutti noi abbiamo problemi, anche gli atei, ed esisteranno sempre finché questa terra sussisterà, perché come abbiamo detto è il diavolo che guida questo pianeta e il suo obiettivo principale è quello di distruggere i figli e le figlie di Dio (1 Pt. 5:8). Il Vangelo ci offre, non l’eliminazione dei problemi, ma la grazia di superarli.    ­

La più grande benedizione non è possedere ma essere; essere un figlio o una figlia di Dio, costruire un carattere provato col fuoco, vivere in armonia con i nostri simili, essere felice con quello che si ha, apprezzare le piccole cose, ringraziare Dio ogni giorno per la vita e per le tante belle cose che ci circondano; imparare a condividere con gli altri; non crollare quando tutto è contro di noi, ma confidare che Dio ci darà la via d’uscita. La più grande benedizione è quella di piacere a Dio con il nostro stile di vita, concentrare tutte le nostre energie fisiche e mentali per cercare il regno di Dio e la sua giustizia; migliorare il mondo con la nostra presenza. Questa è la vita felice; la cosa più grande che può esistere in questo mondo. Il resto è fugace e corruttibile (1 Gv. 2:17).­­­­­­­­

Dobbiamo ricordarlo, perché il mondo di oggi sta portando la gente a credere che la felicità si trova nel possesso della ricchezza, bellezza, fama e potere, tutto temporaneo e transitorio. Questa è una grande bugia. La più grande benedizione è vivere nella grazia di Dio: “Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo” (Fil 3:8).

La benedizione è sempre sicuro

Va sottolineato che i meno fortunati in beni materiali hanno anche fatto l’esperienza che Davide menzionata nel Salmo 37:25. “Io sono stato fanciullo ed ora sono divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua progenie mendicare il pane“. Dio provvede sempre; anche nelle peggiori circostanze i nostri fratelli meno fortunati che vivono in paesi dove non ci sono risorse materiali, o in cui la gestione politica è malvagia, o dove le calamità naturali affliggono periodicamente la popolazione, hanno potuto constatare che “…il Signore è buono. Beato l’uomo che confida in lui” (Sal. 34:8).­

 Non sappiamo cosa accadrà domani. Ma ciò che possiamo sapere con piena certezza è che finora Dio ci ha benedetti “…con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo” e che oggi possiamo ancora avvicinarci con piena fiducia al trono della grazia per ottenere misericordia e trovare grazia ed aiuto in tempo opportuno (Eb. 4:16).

“Il Signore non lascerà i suoi figli afflitti e provati perché resistano alle tentazioni di Satana. Abbiamo il privilegio di confidare in Gesù. I cieli sono ripieni di ricche benedizioni, ed è nostro privilegio avere la gioia di Cristo in noi, perché la nostra gioia sia perfetta” ­­­­­(Matutina A Fin de Conocerle, p. 80).

Ci sono molte ragioni per cui ringraziare Dio per tutte le benedizioni che Egli ci dà; se abbiamo molto o poco, non dimentichiamoci che abbiamo la più grande benedizione: che Cristo ci ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce (1 Pt. 2:9.) e la certezza che “ero cieco e ora ci vedo” (Gv. 9:25). Anche tu puoi avere la più grande benedizione. La desideri? Dio te la conceda nella sua grazia. Amen.­­