IL SIGILLO DI DIO

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01/12/2018
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01/01/2019

(Esodo 31:13)

Un simbolo divino

 

Dopo che Dio creò la terra, riposò il settimo giorno e lo istituì come memoriale della creazione, un giorno sacro. Il quarto comandamento della legge di Dio richiede l’osservan­za del sabato come giorno di riposo, adorazione e ministero in armonia con l’insegnamen­to e la pratica di Gesù, il Signore del sabato. Il sabato è un giorno nel quale il popolo di Dio si pone in intima relazione con il suo Creatore e con il prossimo. E’ una dimostrazione della nostra fedeltà a Dio. Da lì l’importanza che ogni figlio di Dio faccia piani concreti e definiti per osservare questo sacro giorno. Dall’altro lato il sabato diventerà in un futuro prossimo la pietra d’inciampo per il mondo cristiano, ciò che deciderà chi è fedele e chi no.

 L’origine del sabato

 L’origine del sabato risale al tempo della creazione. Dopo aver creato la terra, la vegetazione, il sole, la luna e le stelle, gli animali e l’essere umano, Gesù istituì il sabato e lo donò all’uomo (Marco 2:28). Dio riposò in questo giorno, significa quindi che cessò la sua opera, visto che il verbo “sabath” significa letteralmente “sospensionedi lavori o atti­vità”. Dall’altro lato Dio benedisse il sabato il che significa che il Signore gli conferì una benedizione speciale, cioè che tutti coloro che lo avrebbero osservato, avrebbero ricevuto la benedizione, la felicità che viene da parte di Dio. Per cui nel santificare il sabato rese possibile che tutti i figli di Dio ricevessero l’opportunità di crescere in santità, di assomi­gliare ogni volta di più al nostro Signore Gesù Cristo.

Il sabato nell’Antico Testamento

 E’ ovvio che l’osservanza del sabato, il riconoscimento di questo peculiare coman­damento, era evidente tra i credenti dell’era patriarcale, e prima che Dio desse le tavole della legge a Israele. Per esempio, Giuseppe, quando fu tentato dalla moglie di Potifar, dichiarò: “Come, quindi, farei io questo gran male, e peccherei contro Dio?”(Genesi 39:9). Il concetto di peccato nella vita di questo uomo fedele, non sarebbe stato chiaro se egli non avesse conosciuto la legge di Dio, visto che Paolo ci dice: “Perché per la Legge giungiamo alla conoscenza del peccato”(Romani 3:20).

Un’altra evidenza la troviamo in Esodo 5:1-4, dove ci viene presentato Mosè sfor­zandosi per introdurre una riforma in Israele in relazione all’osservanza del sabato. Nel versetto 1 chiede a Faraone di lasciare partire Israele per osservare il sabato nel deserto e nel versetto 4 il Faraone risponde che non è d’accordo che il popolo “smetta” i suoi lavori. In Esodo 16 appare un’altra evidenza a favore dell’osservanza del sabato: una settimana prima che venissero date le tavole della legge sul Sinai, avvenne qualcosa di speciale che dimostra con chiarezza che il sabato si conosceva già.

Dio disse a Mosè che avrebbe fatto piovere manna dal cielo e che il popolo sarebbe uscito a raccoglierne ogni giorno la porzione per la diaria, però il venerdì avrebbero dovuto prendere una porzione doppia alfine di non uscire il sabato. (Esodo 16:22); il sabato non cadeva alcuna manna. (Esodo 16:26-27); durante il sabato la manna si conservava in buono stato e non si deteriorava (Esodo 16:23-24).

Il comandamento di riposare di sabato apparirà nelle tavole della legge date a Mosè (Esodo 20:8-11). “Il sabato non fu istituito, come molti sostengono, quando la legge fu promulgata al Sinai: infatti gli israeliti lo osservavano già da tempo.”(Patriarchi e profeti, pag. 245). Il sabato si osserverà durante tutta l’epoca dell’Antico Testamento e rimarrà scritto dal dito di Dio per tutte le generazioni. E’ l’unico nella Bibbia che Dio scrisse con il suo proprio dito, il resto fu ispirato da Dio ma lo scrissero i profeti.

 Il sabato e Cristo, il Signore del sabato

Nel tempo, il popolo giudeo, fece dell’osservanza del sabato una questione difficile da sopportare, visto che crearono requisiti molto stretti per osservare correttamente il sabato (Matteo 12, 10; Luca 13:14). “I dirigenti giudei compirono la volontà di Satana circondando di requisiti pesanti il giorno di riposo di Dio. Ai giorni di Cristo, il sabato era diventato così degenerato, che la sua osservanza rifletteva il carattere di uomini egoisti e arbitrari, piuttosto che il carattere dell’amato Padre Celeste” (La speranza dell’uomo, pag. 250, versione spagnola).

L’opera di Gesù consistette nel riformare questo modo di osservare il sabato, non di abolire la sua obbligatorietà (Matteo 12.2-8; Luca 13:15-17). Egli lasciò ben chiaro che non era venuto ad abolire la Legge o i profeti, ma a compierla (Matteo 5:17-20). In Luca 4:16 ci viene detto che Cristo aveva l’abitudine, lo metteva in pratica sempre, di osservare il sabato.

 Il sabato dopo la morte di Gesù

 La maggioranza del mondo cristiano sostengono che nel morire Cristo in croce abolì l’obbligatorietà del sabato e visto che risuscitò la domenica, questo giorno si convertì nel giorno che i cristiani devono osservare come giorno sacro. Però i discepoli di Cristo continuarono ad osservare il sabato anche dopo la morte del loro maestro nel Calvario e anche dopo la sua resurrezione. Le pie donne osservarono il sabato d’accordo al coman­damento anche dopo la morte di Cristo (Luca 23:54-56). Paolo osservò il sabato dopo la morte di Cristo e predicò ai gentili in questo giorno (Atti 13:42-44). Paolo discuteva nella sinagoga ogni sabato persuadendo i giudei e i greci, cioè, i gentili (Atti 18: 4-5). Giovanni ricevette la rivelazione dell’Apocalisse nel giorno di sabato (Apocalisse 1:10). Gesù insegnò che 40 anni più tardi dopo la sua morte si sarebbe osservato il sabato e considerandolo, quindi, sacro per i cristiani (Matteo 24:20).

Un’altra prova inequivocabile sulla santità del sabato e la sua inalterabilità la troviamo nel libro di Isaia, dove il profeta ci dice che nel cielo osserveremo il sabato e non un altro giorno (Isaia 66.22-23). Il sabato, quindi, è stato sempre il giorno del Signore e continuerà ad esserlo per le età eterne e il quarto comandamento ci esorta a rispettarlo e osservarlo.

 L’osservanza del sabato

 E’ di somma importanza imparare ad osservare convenientemente il giorno del Signore. Ci deve essere una preparazione per il sabato: “Terminate il venerdì i preparativi per il sabato. State attenti che tutti i vestiti siano pronti e che si sia cucinato tutto ciò che deve essere cotto, che si siano lucidate le scarpe e fatto il bagno. E’ possibile realizzare questo. Se lo stabilite come regola, potete farlo. Il sabato non deve destinarsi a riparare gli abiti, a cucinare alimenti, ai piaceri, o altre occupazioni mondane. Prima del tramonto, devono mettersi da parte tutti i lavori e fuori dalla vista tutte le riviste di questo genere. Genitori, spiegate ai vostri figli ciò che fate e lasciateli partecipare alla vostra preparazione per osservare il sabato secondo il comandamento” (Tradotto di Joyas de los Testimonios, T3, p. 21. Versione spagnola).

Dobbiamo anche avere abiti speciali per il sabato: “Abbiamo bisogno di molte istruzioni quanto e come dobbiamo presentarci nell’assemblea per adorare il sabato. Non dobbiamo entrare alla presenza di Dio con gli abiti che indossiamo comunemente durante la settimana. Tutti devono avere un vestito speciale per il sabato, da indossare quando assistono al culto nella casa di Dio” (Tradotto di Estudio Escogido de los Testimonios, p. 360. Versione spagnola).

E’ corretto fare del bene di sabato: “E’ lecito guarire qualcuno in giorno di sabato? Ed egli disse loro: Chi è l’uomo fra voi che avendo una pecora, se questa cade in giorno di sabato in una fossa, non la prenda e non la tiri fuori? Ora, quanto vale un uomo più di una pecora? E’ dunque lecito fare del bene in giorno di sabato” (Matteo 12:10-12). Questo significa che dobbiamo assistere gli ammalati e aiutare coloro che hanno bisogno.

Prima dell’accoglienza del sabato dobbiamo riconciliarci con i nostri fratelli.” C’è un’altra opera che merita attenzione nel giorno di preparazione. In questo giorno dobbia­mo mettere da parte tutte le divergenze tra fratelli, sia nella famiglia che nella chiesa. Eliminare dall‘anima tutte le amarezze, l’ira e la malizia. Con spirito umile, “confessate i vostri peccati gli uni agli altri, e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti” (Giacomo 5:16)” (Tradotto di Joyas de los Testimonios T3, p. 22. Versione spagnola).

Il sabato è un giorno speciale nel quale la famiglia deve stare unita adorando il Creatore. Passino del tempo i genitori con i loro figli nel giorno di sabato: “La scuola sabatica e la riunione del culto occupano solo un parte del sabato. La parte che rimane per la famiglia può comprendere le più sacre e preziose ore del sabato. Molto di questo tempo devono trascorrere i genitori con i loro figli” (ID., pag. 24). Li dove sarà possibile sarebbe bene andare all’aperto dopo il culto e contemplare la natura, parlare ai figli dell’amore di Dio che ha fatto tutto per il nostro bene.

Il sabato è il sigillo del vero Dio

Il sabato è un segnale tra Dio e il suo popolo, vuol dire che la sua osservanza li distingue come adoratori del Dio vivo (Esodo 31.13, 17; Ezechiele 20.12,20). Il sabato è il sigillo della legge, il motivo lo abbiamo nel fatto che il sabato… è, tra i dieci, l’unico che contiene tanto il nome quanto il titolo del Legislatore. E’ l’unico che stabilisce per autorità chi ha dato la legge. Così contiene il sigillo di Dio, posto nella sua legge come prova della sua autenticità e della sua validità” (Patriarchi e Profeti, pag. 315. Versione spagnola).

“L’osservanza del sabato è il segnale della lealtà al vero Dio, che ha fatto i cieli e la terra, e il mare e le fonti delle acque. Risulta quindi che il messaggio che comanda agli uomini di adorare Dio e osservare i suoi comandamenti, li invita specialmente ad osser­vare il quarto comandamento” (Il Gran Conflitto, pag. 491. Versione spagnola). Per questo ci esorta il terzo messaggio angelico ad osservare il quarto comandamento e ad astenerci dal tributare adorazione alla bestia e alla sua immagine che vuole imporci l’osservanza della domenica a livello mondiale (Apocalisse 14:9-10, 12; 13.15-18).

“Il sabato sarà il grande banco di prova della lealtà; perché è il punto soprattutto contestato. Quando questo banco di prova verrà applicato finalmente agli uomini, allora verrà tracciata la linea di demarcazione tra gli uomini che servono Dio e coloro che non lo servono… Mentre un tipo di persone, nell’accettare il segno della sottomissione ai potere del mondo, riceverà il marchio della bestia, gli altri per avere scelto il segno dell’obbe­dienza all’autorità divina, riceverà il sigillo di Dio” (Idem. pag. 663. Versione Spagnola).

“Alla fine della lotta, tutta la cristianità rimarrà divisa in due grandi categorie: quella di coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù, e quella che adora la bestia e la sua immagine e riceve il suo marchio. Sebbene la chiesa e lo stato si uniranno per obbligare “tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi” a avere “il marchio della bestia” (Apocalisse 13:16, V.M.), il popolo di Dio non l’avrà. Il profeta di Patmos vide che “quelli che erano usciti vittoriosi dalla prova della bestia, e dalla sua immagine, e dal numero del suo nome, si trovavano sopra quel mare di vetro, avendo le arpi di Dio, “e cantavano il cantico di Mosè e dell’Agnello. (Apocalisse 15:2-3, V.M.)” (Idem. 503):

Conclusione

Il marchio della bestia è l’accettazione della domenica come falso giorno di ado­razione, al posto del santo sabato istituito da Dio nella creazione. Il testo dice che alcuni riceveranno il marchio della bestia nella mano destra o nella fronte (Apocalisse 13:16), questo significa che alcuni accetteranno l’imposizione della domenica per convinzione (sulla fronte) e altri per convenienze personali (nella mano).

E’ ora il momento di metterci dalla parte dei principi eterni. Non manca molto perché arrivi questo giorno nel quale dovremo dare chiara testimonianza della nostra fede. Non sarà una questione facile, al contrario, ma abbiamo la promessa che il Signore starà al nostro fianco e ci aiuterà (Matteo 10.19). Desideriamo osservare il sabato come un segno distintivo che siamo adoratori del vero Dio? Il Signore ci aiuti affinché con la forza dello Spirito Santo possiamo mettere in pratica i meravigliosi principi del vangelo. Amen.

Pastore José Vicente Giner
Responsabile del Campo Svizzero