IL RIPOSO DI DIO

NOUVELLE NAISSANCE
01/02/2018
ÊTRE CHRÉTIEN RESSEMBLER AU CHRIST
01/02/2018

Una società senza riposo

Viviamo in una società abbastanza frenetica, sempre di fretta, senza tempo per la ricreazione, il riposo, la tranquillità. Mi ricordo quando visitai il Brasile, in particolare la città di San Paolo. Presi il treno per andare in un’altra città e vi erano molte persone in attesa al binario; quando il treno sopraggiunse vi fu come un’ondata di gente che spingeva per entrare nei vagoni ed all’interno non ci si poteva sedere, sembrava di essere come sardine in scatola. Ho vissuto la stessa esperienza in altre grandi città. A volte mi trovo immerso in code di automobili che non procedono, e sono necessarie molte ore per giungere a destinazione. In altre occasioni si ha così poco tempo e tante cose da fare che si finisce con l’esaurirsi fisicamente e psicologicamente. Intraprendiamo tanti progetti ed imprese e quando arriva la fine del mese abbiamo molte ricevute di spese da affrontare. Queste situazioni, ed altre, causano stress e angoscia e risulta difficile evitare l’agitazione, l’ansia e la pressione mentale.

Questo accade in molte parti del mondo. Lo stress ha preso possesso di migliaia di vite. La parola stress proviene dall’inglese che a sua volta deriva dal francese antico estrece, e significa “oppressione”. In inglese significa, ugualmente, la tensione esercitata su qualcosa.

Dei ricercatori, in un esperimento, misero una rana in acqua che cominciava a bollire; la rana saltò fuori dall’acqua immediatamente. Poi la misero in acqua fredda ed accesero la fiamma. A poco a poco l’acqua si riscaldò ma la rana non si accorse del cambiamento graduale e morì.

Quando lo stress diventa la nostra routine quotidiana, ci abituiamo ad esso senza rendercene conto, ma danneggia la nostra salute sia fisica, che psicologica e comportamentale e finisce per bruciarci. A livello psichico, psicologico, emo­zionale, lo stress può provocare le seguenti conseguenze: deterioramento cognitivo, difficoltà di concentrazione, irritabilità, rabbia, ira costante, inquie­tudine, ansia, preoccupazione esagerata, lentezza di pensiero, sbalzi d’umore, depressione costante, disturbi affettivi, può anche causare schizofrenia o disturbi ossessivo compulsivi. Lo stress da lavoro può causare tabagismo, alcolismo e consumo di altre droghe.

A livello fisico lo stress può produrre: insonnia, ipertensione, malattie coronariche, dermatiti, orticaria, perdita di capelli, diarrea, stipsi, mal di testa cronico, ecc.

La medicina cerca di aiutare tutte queste persone con farmaci come gli ansiolitici, o con strategie comportamentali come l’esercizio fisico, la meditazione, l’evitare il consumo di caffeina, il maggior di riposo, una passeggiata, il dis­trarsi guardando la TV, l’ascoltare musica, il praticare qualche attività fai da te, l’avere una vita sociale, ecc. Tutto questo va bene, ma il problema è che quasi sempre lo stress ritorna quando l’individuo è posto nelle stesse situazioni; la gente va a un centro benessere e si rilassa ma poi torna nuovamente a stressarsi; è come un circolo vizioso.

L’ideale sarebbe trovare un metodo che ci aiutasse a bilanciarci in modo continuo e impedisse il sovraccaricarsi tanto che porta allo stress. Questo metodo lo possiede Dio ed è il riposo settimanale, a parte quello quotidiano.

Il regalo di Dio

Non è mai stato il piano di Dio che gli esseri umani vivessero angosciati, lasciandosi andare alla fretta, allo stress e senza avere tempo per coltivare se stessi. Dio diede il sabato settimanale ad Adamo ed Eva nell’Eden perché si riposassero dei propri lavori, che malgrado non fossero pesanti ma piuttosto piacevoli e ricreativi, Dio introdusse ugualmente il sabato.

Dio non era stanco e la Bibbia dice che si riposò e lo fece per darci un esempio (Genesi 2:2). L’essere umano non era stanco come oggi, ma doveva riposare, cioè smettere di fare il proprio lavoro settimanale: “…la sua occupazione non era faticosa, ma piacevole e stimolante. Nelle intenzioni divine, il lavoro doveva costituire una benedizione che avrebbe impegnato la mente, rafforzato il corpo e sviluppato le facoltà intellettuali. Nell’attività fisica e mentale Adamo trovò uno dei maggiori piaceri della sua esistenza” (Ellen White, Patriarchi e Profeti, ediz.1988, p.35).

Il riposo sabatico aveva l’obiettivo di aiutare l’essere umano a concentrarsi su aspetti molto concreti che durante la settimana potevano essere persi di vista: “Dio consacrò il settimo giorno, distinguendolo dagli altri, come momento destinato al riposo dell’uomo. Seguendo l’esempio del Creatore, durante quel periodo sacro, ogni essere umano avrebbe cessato le sue attività per contemplare il cielo e la terra e riflettere sul significato della creazione. Ognuno avrebbe potuto scorgere le prove della saggezza e della bontà divine ed esse avrebbero ispirato un sincero sentimento di amore e rispetto per il Creatore” (Ibid, p.33).

“Il Signore stabilì in Eden il giorno che avrebbe ricordato per sempre la sua opera di Creatore, e lo benedì. La sua celebrazione fu affidata ad Adamo, padre e rappresentante dell’intera famiglia umana. Rispettare questo comandamento è un segno di riconoscenza, nella consapevolezza che Dio è il Creatore, il Padre di ogni essere umano e un giusto Sovrano. In questo senso, l’istituzione del sabato aveva un doppio significato: rappresentava infatti un richiamo alla memoria e alla gratitudine. Non era un concetto astratto e la sua applicazione non era ristretta a un solo popolo” (Ibid, p.33).

In breve, l’obiettivo era che gli esseri umani imparassero a concentrarsi sul proprio Creatore lasciando da parte le proprie cose.  Il riposo sabatico gli avrebbe sempre ricordato da chi essi provenivano e quanto grande e meraviglioso era Colui che gli aveva dato la vita. Se si fosse sempre osservato il Sabato non sarebbero esistiti atei e l’umanità non sarebbe stata soggetto allo stress.

Il riposo di Dio, nostro riposo

Dopo il peccato l’uomo ha perso molti doni, come la perfetta salute, la gioia permanente, la sicurezza (perché cominciò a sentire paura), l’innocenza, la santità, ecc. Ma Dio, nel suo grande amore e misericordia, gli permise di portare al di fuori dell’Eden il riposo sabatico, l’istituzione del matrimonio, la riforma sanitaria come un modo di vita e il dono del lavoro per rafforzare il corpo e la mente.

Adesso però, dopo il peccato, il lavoro avrebbe subito un cambiamento; l’uomo avrebbe guadagnato il pane con il “sudore della fronte” (Genesi 3:19). In un’altra versione (in spagnolo: traducción en Lenguaje Actual) il testo dice: “Dovrai lavorare molto duro per ottenere i tuoi alimenti”. Ciò significava che le attività dell’uomo si sarebbero realizzate con uno sforzo estenuante. Uno dei significati del termine “lavoro” è quello di cercare di ottenere qualcosa, di solito con uno sforzo. Per questo Dio creò la notte ed il ciclo del sonno, per riparare le forze perse durante l’attività diurna. Ti sei chiesto perché sentiamo il bisogno assoluto di dormire? Non è per caso, è il disegno di Dio.

Il lavoro sano e utile è una grande benedizione per promuovere le buone abitudini, costruire un carattere nobile, potenziare la salute, sviluppare la creati­vità. Dopo una giornata di lavoro è molto piacevole riposare. Mentre dormiamo il corpo esausto è rinvigorito; ci rinnoviamo a livello cellulare e il corpo si prepara per il giorno successivo di lavoro.

Il diavolo cerca di distruggere le istituzioni edeniche e soprattutto ogni figlio e figlia di Dio (1 Pietro 5:9); per questo egli fa del lavoro qualcosa di noioso, con una grande quantità di pressione mentale; le statistiche dicono che all’87% delle persone non piace il lavoro che sta facendo. (1)

Il diavolo ha inoltre introdotto nelle nostre società, come piano della sua opera distruttiva ed in contrasto con il governo di Dio, il divorzio, ha cambiato la solennità dal Sabato alla Domenica e ha introdotto abitudini alimentari che distruggono la salute, piuttosto che la dieta edenica il cui scopo era quello di promuovere il benessere fisico.

Tuttavia, come figli di Dio sappiamo che le istituzioni edeniche sono regali meravigliosi per ciascuno di noi e per tutta l’umanità. Per questo la testimonianza dice: “Nei tempi della fine ogni istituzione divina deve essere restaurata.”(Ellen White, Profeti e Re, ediz. 1994, p. 344).

Cosa possiamo fare se i nostri lavori non sono piacevoli o creativi come vorremmo? Si può riuscire a cambiare lavoro, con un po’ di pazienza, preparazione, preghiera e sforzo; ma se non abbiamo la capacità di cambiare facilmente attività certamente possiamo essere in grado di fare da parte nostra il meglio per avere una attitudine mentale giornalmente più positiva; vedere ciò che ci piace da un’altra prospettiva, far sì che ci piaccia o almeno non permettere che ci faccia del male.

Durante i sei giorni della settimana il Signore ha fornito una “valvola di sicurezza” per la pressione: il riposare in Cristo, “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28-30). Quando uno concentra i propri pensieri su Cristo, è più facile ricevere l’aria pura che rinfresca l’anima e tonifica il corpo. Le promesse bibliche aiutano ad affrontare i compiti noiosi, le prove e le difficoltà quotidiane, con maggior facilità di quanto sarebbe possibile non credendo in Dio.

Il segreto di Mosè per sostenersi tutti i giorni e non venir meno davanti alla pressione della vita, era centrarsi su Dio “perché rimase fermo come se vedesse colui che è invisibile” (Ebrei 11:27). Inoltre, non dimentichiamoci che il Signore ci ha dato la notte ed il sonno per rinnovarci ogni giorno. Ogni volta che la giornata termina, possiamo applicare alla nostra vita le seguenti parole della Bibbia: “Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:34). In pace mi coricherò e in pace dormirò, poiché tu solo, o Eterno, mi fai dimorare al sicuro(Salmo 4:8). “gettando su lui ogni vostra sollecitudine perché egli ha cura di voi(1 Pietro 5:7).

Quando arriva il settimo giorno della settimana, abbiamo un’ulteriore opportunità, ancor più grande, per rinnovarci fisicamente, spiritualmente e mentalmente. È come se il Signore ci desse una tripla dose di riposo in questo giorno; un rinnovamento di carattere superiore. Il Signore ci chiede nella sua santa legge di lavorare sei giorni, ma di riposare il settimo: “Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Lavorerai sei giorni e farai in essi ogni opera tua, ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio. Non fare alcun lavoro in quel giorno …” (Esodo 20:8-10). Questa è la stessa legge che Dio ha dato ad Adamo ed Eva nell’Eden; se avevano bisogno del Sabato per riposare, anche se il loro lavoro non era faticoso, molto di più ne abbiamo bisogno noi.

Il Signore ci chiama a riposarci ogni sette giorni e questo significa che Egli sa, meglio di chiunque altro, ciò di cui abbiamo bisogno perché ci ha creato e sa come funziona il nostro corpo e la nostra mente. Siamo progettati per riposare il settimo giorno perché il nostro corpo, la nostra mente ed il nostro spirito, ne hanno bisogno.

Sembra, secondo alcuni scienziati, come il Dr. Franz Halberg dell’Università del Minnesota, conosciuto come il “padre della cronobiologia”, che esistono funzioni organiche che oscillano con un ritmo settimanale. Sono i ritmi endogeni che sembrano dipendere da un orologio interno inerente al corpo stesso. Il più notevole di questi ritmi endogeni è il ritmo “circa-­settano”, poiché ripetuto ogni sette giorni.(2) I ritmi quotidiani, “circadiani“, sono necessari per mantenere la nostra salute; quando andiamo a dormire la notte le cellule si riparano eliminando le sostanze di scarto accumulate durante il lavoro, aumentando le difese, riparando le ferite e generando energia per affrontare il nuovo giorno di attività. Tutto è positivamente influenzato dal riposo quotidiano, la memoria, il pensiero, la riflessione.

I cicli di riposo degli esseri umani, così come stabiliti da Dio, aiutano lo sviluppo di funzioni superiori come la memoria, la creatività, l’apprendimento, la visione spirituale. Quando viene la notte sappiamo che è giunto il momento di riposarsi, ma quale segnale abbiamo invece del riposo settimanale? Quando arriva il settimo giorno di riposo, il sabato, esso non è uguale ad un altro giorno perché questo è il giorno che il Signore ha stabilito in Eden.

Il riposo del sabato era, è e sarà sempre un “segno” tra Dio ed il suo popolo, è il sigillo di Dio (Esodo 31:13-17). Osservando il sabato siamo santificati e benedetti, cioè dichiarati felici (Isaia 56:2). I nostri figli imparano così che esiste un Dio nei cieli che li ama e che deve essere rispettato e adorato per la sua sovranità e potere creativo. La contemplazione della natura, lo studio della Parola, i canti, le preghiere che si innalzano al Signore nel giorno di riposo, tutto crea impressioni indelebili nelle menti dei bambini e degli adulti.

Non possiamo accettare Cristo come personale Salvatore se non osserviamo i suoi comandamenti tra i quali è il quarto che richiede l’osservanza del settimo giorno (Giovanni 14:15). Il popolo di Dio della fine ha la caratteristica inconfondibile di osservare i comandamenti (Apocalisse 14:12). Inoltre, Gesù è Signore del sabato (Matteo 12:8). Quando riposiamo il settimo giorno, abbiamo pace (Isaia 14:18), lo stress e la pressione mentale scompaiono.

Dio ci invita ad osservare il sabato in modo speciale, come ci dice il profeta (Isaia 58:13-14). Il sabato è così importante che Dio ha previsto che suo Figlio Gesù dopo la crocifissione riposasse nella tomba durante il sabato. Il sabato si continuerà ad osservare nell’eternità (Isaia 66:23).

Un modo di riflessione

Sappiamo che nel futuro coloro che osserveranno il settimo giorno della settimana saranno perseguitati. Essi non potranno comprare né vendere se non accettano un falso giorno di riposo: la domenica (Apocalisse 13:17). Proprio come il segno di Dio è il sabato, così il marchio della bestia è la domenica. Alcuni potranno concludere che se si rispetta il ciclo o ritmo settimanale osservando la domenica, lo scopo di Dio rimane ugualmente soddisfatto. Ma questo è un grande inganno.

Dio ha istituito il sabato nell’Eden come giorno di riposo; i patriarchi e i profeti hanno osservato il giorno di riposo sabatico per un periodo di quattromila anni. Quando venne Cristo egli, come i suoi discepoli, osservò il sabato ed insegnò che anche dopo la sua morte si sarebbe ancora osservato il sabato, altrimenti il Maestro non avrebbe detto ai suoi discepoli che la fuga non doveva essere né di inverno né di sabato (Matteo 24:20).

Isaia ci porta al futuro, quando la terra verrà ricreata e ci dice che il sabato sarà osservato nell’eternità; ancora di più, egli dice che ogni carne si presenterà a Dio ogni sabato per adorarlo (Isaia 66:23). Non è davvero illogico e senza senso che si insegni che, dopo quattromila anni di osservanza del sabato, Gesù abbia annullato questo ordine divino con la sua morte e risurrezione e abbia introdotto la domenica come un nuovo segno? Perché tutto questo movimento se nell’eternità si ritornerà a rimuovere la domenica per introdurre di nuovo il Sabato che verrà osservato in eterno?

È nel sabato, il quarto comandamento della legge di Dio, che appare il suo sigillo, dove è il suo nome, incarico e territorio. Ogni sigillo di un professionista deve contenere questi elementi indispensabili: “poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e il settimo giorno si riposò; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno di sabato e l’ha santificato(Esodo 20:11). Qui appare il nome del proprietario del sigillo: Dio; incarico: Creatore; territorio di lavoro: cielo e la terra.

Ora è il tempo di godere della pace mentale che Dio vuole regalarci ogni volta che arriva il settimo giorno della settimana. Riunendosi con la comunità, coloro che sono soli durante la settimana gioiscono della compagnia nel giorno di riposo. Le preoccupazioni, la paura, la depressione, l’incertezza, l’irrequietezza, i pensieri negativi che causano stress, durante il sabato sono messi da parte. Entriamo in una comunione più profonda con Cristo e la benedizione del sabato risposa su di noi. Sii incoraggiato ad osservare il giorno che Dio ha progettato per te, in modo da aver pace e vero riposo. Se vogliamo vincere lo stress, sappiamo già quale strada prendere. Dio ti benedica. Amen.

Pastore José V. Giner
Febbraio 2018