IL NOSTRO AVVOCATO (Il giudizio investigativo)

RÉVEILLONS-NOUS
01/01/2018
LE BUT DE LA VIE
01/02/2018

Il Signore comandò a Mosè di costruire un santuario, perché volevo abitare in mezzo al suo popolo (Es. 25:8). Dio ordinò anche quale tipo di servizi doveva essere realizzato in quel luogo, quali utensili ed oggetti usare. Tutte queste cose sarebbero state una prefigurazione di Cristo, della sua opera in terra e successivamente in cielo, dove si trova il vero santuario di cui quello terreno era una copia (Eb. 8:2-5).­­

I sacerdoti, ed in particolare il sommo sacerdote, erano un simbolo di Cristo, che intercede per noi presso il Padre, come Sommo Sacerdote del santuario celeste (Eb. 9:11-12).­­­

Il vero Agnello

Il sistema dei sacrifici di animali era la forma di salvezza del tempo dell’Antico Testamento. In questo modo, si insegnava al peccatore il carattere terribile del peccato, poiché ci doveva essere una vittima che morendo espiava la trasgressione della legge. Questi sacrifici erano un simbolo educativo che mostravano al peccatore penitente la vittima innocente quale prefigurazione del Cristo. Questi sacrifici non smettevano di essere imperfetti, transitori e non erano efficaci in se stessi, perché il peccato è di carattere morale ed un animale non può espiarlo in forma assoluta. “Perché il sangue di tori e di capri non può togliere i peccati” (Eb. 10:4). ­­­­­­­­

Solo Cristo poteva rendere perfetta l’espiazione del peccato, perché Egli è il vero Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo (Gv. 1:29), immolato per noi (1 Cor. 5:7) e anche il Sommo Sacerdote che difende ogni persona che si pente e confida nei suoi meriti.­­

Ora possiamo capire perché il sommo sacerdote terreno, che officiava nel santuario, doveva vestire di bianco (simbolo della purezza di Cristo) e doveva purificarsi completamente prima di eseguire il servizio sacro (simbolo del carattere perfetto di Cristo). Possiamo anche capire perché si dovevano scegliere degli animali senza difetto alcuno (Lev. 1:3,10), in quanto simbolo di Cristo, la cui immacolata e perfetta vita sarebbe stata offerta al Padre sul Calvario, come propiziazione per i peccati del mondo (1 Pt. 1:18-19). Dopo la sua morte e risurrezione, Gesù ascese al cielo e sedette alla destra del Padre, ed intercede per noi (1 Gv. 2:1).­­­­­­­­­­­­­­­­­­­

Il giudizio investigativo

È di vitale importanza che comprendiamo la dottrina del santuario e tutto ciò che riguarda l’opera del giudizio investigativo: “Il popolo di Dio dovrebbe comprendere chiaramente il soggetto del santuario e del giudizio investigativo. Tutti hanno bisogno di conoscere personalmente la posizione e l’opera del loro grande Sommo Sacerdote. Diversamente, non potranno esercitare quella fede indispensabile per la nostra epoca od occupare la posizione loro assegnata da Dio” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.2012, p.450).

Secondo Daniele 8:14, il Santuario celeste sarebbe stato purificato dopo i 2300 anni, il che significa che questa opera ha a che fare con la purificazione di tutti i peccati accumulati in cielo da quando l’uomo ha cominciato a peccare. Purificare si riferisce a “fare il bene”, “giustificare”, “restaurare” ed anche “ripulire”.­­

La dottrina del giudizio universale ha una base biblica (Ap. 20:11-15; Ecc. 12:14; At. 24:25, Eb. 9:27; Rm. 2:12). Tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo (2 Cor. 5:10). Non dobbiamo vedere il giudizio divino come un evento catastrofico, negativo o cupo. No. È l’opera di Dio in favore del suo popolo, si tratta di un processo divino necessario per purificare questa terra dal peccato e porre fine a tutte le sofferenze umane. È anche vero che coloro che non si sono preparati e non sono in armonia con i precetti di Dio, non supereranno il giudizio e il verdetto sarà negativo.

In questo processo Cristo è il nostro Giudice e anche il nostro Avvocato, pertanto, cosa temeremo se il nostro Amico è il Giudice di questo tribunale? (2 Tim. 4:6-8). L’unica paura dovrebbe essere quella di voltare le spalle a Cristo: “Fin da quando il peccato si è diffuso sulla terra c’è stato un Salvatore. Egli ha offerto luce e vita a tutti, e ognuno sarà giudicato secondo la conoscenza ricevuta. Colui che ha trasmesso conoscenze e insegnamenti, che ha rivolto all’uomo appelli accorati cercando di aiutarlo ad abbandonare il peccato per la santità, è anche il suo avvocato e il suo giudice” (Ellen White, La speranza dell’uomo, ediz.2012, p.167).­­

“E Cristo è stato fatto nostro Giudice. Il Padre non è il giudice. Né lo sono gli angeli. Saremo giudicati da Colui che assunse la nostra umanità e visse una vita perfetta in questo mondo. Solo Lui può essere il nostro Giudice. Ve lo ricorderete, fratelli e sorelle? Ve lo ricorderete anche voi, predicatori? Ed anche voi, genitori? Cristo si rivestì della nostra umanità per poter essere il nostro giudice. Nessuno di voi è stato designato per giudicare gli altri. Tutto quello che potete fare è correggere voi stessi…” ­­­­­­­­­­­­­­­­­­(Testimonios para la Iglesia, Tomo 9, pág. 149).

Poiché, come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; e gli ha anche dato l’autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo(Gv. 5: 26-27). Alcuni interpretano male questi testi, arrivando a considerare il figlio minore del Padre, ma questo è un errore. Dobbiamo capire che Giovanni sta parlando del Gesù incarnato. Il Signore Gesù nella sua natura umana era dipendente dal Padre come qualsiasi essere umano (Fil. 2:7-8).  ­­

Nel 1844 il Giudizio Investigativo iniziò. L’opera di purificazione è legata al giorno dell’espiazione che si celebrava nel santuario terreno una volta l’anno per espiare i peccati di Israele, secondo Levitico 16. Il processo è incominciato con i credenti morti; i vivi dovranno essere giudicati prima della fine del periodo di grazia. Quando il Giudizio Investigativo si concluderà, Cristo lascerà il santuario e si preparerà a venire su questa terra per porre fine al regno del peccato e stabilire il regno della gloria.­­­­­­­­­­

I servizi del Santuario

Prima di proseguire nella spiegazione di ciò in cui consiste il Giudizio Investigativo, studiamo il ministero del santuario terreno al fine di comprendere meglio il tema. Nel santuario terreno si realizzavano due servizi e tre tipi di offerte.­­­

Servizio quotidiano. Si svolgeva nell’atrio e nel Luogo Santo, tutti i giorni dell’anno (Eb. 9:6). Un sacrificio al mattino ed uno al pomeriggio – il sacrificio continuo, (Es. 29:38-42), ed i sacrifici che i peccatori presentavano come offerta per i loro peccati individuali.

Servizio annuale. Si realizzava nel Luogo Santissimo, una volta all’anno (Eb. 9:7) e si presentavano offerte di sacrifici speciali. Si chiamava “giorno dell’espiazione”.

La presentazione dei sacrifici era l’attività più importante che si realizzava nel santuario. Il “sacrificio continuo” consisteva nel sacrificio di un animale (agnello) che si offriva intero insieme ad un’offerta di grano ed una libazione di liquidi (Es. 29:39-40; Num. 28:3,6; Esd 3:5; 9:4; Ez. 46:13-15). Il termine “continuo” significa perpetuo, cioè che ogni giorno dell’anno, mattina e sera, si dovevano offrire questi sacrifici a beneficio di tutto il popolo. Sarebbe l’equivalente del nostro culto mattutino e serale in casa, dove tutta la famiglia si presenta davanti a Dio per essere purificata aggrappandosi ai meriti di Cristo, l’Agnello che toglie i peccati del mondo.­

Gli individui potevano anche offrire i loro sacrifici nella misura in cui si presentava l’opportunità. Erano l’espressione della loro gratitudine a Dio, della loro fede ed un chiaro segno di accettazione della morte sostitutiva di Cristo. Le offerte variavano secondo l’individuo, la posizione sociale e la destinazione delle stesse, come ad esempio i sacrifici espiatori e offerte per la colpa: per il sacerdote unto (Lev. 4:3-4), per il capo (Lev. 4:22- 23,26), per una persona del popolo (Lev. 4:27-28,35), per un povero (Lev 5:7).­­­­

Il Giorno dell’Espiazione o Yom Kippur, si celebrava il decimo giorno del 7° mese, Tisrhi. Era il giorno più solenne dell’anno e così lo è ancora oggi per i giudei. Non era solo un giorno di riposo cerimoniale ma anche un giorno di stretto digiuno. Il 1° del mese di Tishri era il giorno del nuovo anno e fino al 10° c’erano 9 giorni di grazia in cui il peccatore avrebbe dovuto riflettere e fare un esame personale, sinceramente pentirsi dei propri peccati, per ricevere il perdono nel giorno dell’espiazione ed evitare di essere tagliato fuori dal popolo.

C’erano tre cerimonie speciali nel Giorno dell’Espiazione: (Lev. 16:3,6,11-14) i sacrifici che il sommo sacerdote offriva per se stesso e per la sua casa; poi seguiva il sacrificio più importante della cerimonia: il capro per il Signore che provvedeva il sangue purificatore (Lev. 16:9,15-19,33); successivamente il capro vivo che veniva portato nel deserto, rappresentazione di Satana, chiamato “Azazel”, dove veniva lasciato solo fino alla morte. Questo animale portava su di sé, simbolicamente, tutti i peccati di Israele che si erano accumulati nel santuario durante tutto l’anno (Lev. 16:10,20-22).­

Il registro dei peccati

Perché si parla di “purificare il santuario”? Perché il santuario era sporco, “contaminato” dai peccati. Ma come si verificava la contaminazione del santuario a causa dei peccati durante l’anno? In forma simbolica e per trasferimento. Il peccatore doveva confessare i suoi peccati sulla testa dell’animale e doveva sacrificarlo. Così, simbolicamente, i suoi peccati passavano alla vittima (poi al sacerdote che ne mangiava la carne) e successivamente all’altare ed al santuario dove il sangue era sparso ed asperso (Lev. 4:17). Il peccatore, attraverso il sacrificio quotidiano, otteneva il perdono dei suoi peccati, ma rimanevano macchiati di sangue i luoghi sacri e simbolicamente restava un registro dei peccati confessati dai penitenti.­­­­­­­­­­

Nel santuario celeste si conservano i registri del comportamento degli uomini. Daniele e Giovanni ci raccontano dei libri del cielo (Dan. 7:10 e Ap. 20:12). Questi libri registrano i nomi di coloro che si sono messi al servizio di Dio, ed i  comportamenti di uomini e donne in tutta la loro vita. La legge di Dio sarà la norma del giudizio.­­­

  • Libro della Vita (Es. 32:32-33; Sal. 69:28; Dan. 12:1; Lc. 10:20; Fil. 4:3; Eb. 12:13; Ap. 3:5; 20:12,15; 21:27). “Il libro della vita contiene i nomi di tutti coloro che si sono impegnati al servizio di Dio” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.2012, p.444).
  • Libro delle memorie (Mal. 3:16-17; 1Co 4:5; Neh. 13:14; Sal. 56:8). Qui le buone opere, le parole di fede, gli atti d’amore, ogni tentazione resistita, ogni parola tenera e compassionevole, ogni sacrificio per la causa di Dio, tutto è registrato.
  • Registro dei peccati (Mt. 12:36-37; Is. 65:6-7; Ecc. 12:14; 1 Cor. 4:5). In questo registro infallibile appaiono i propositi e le motivazioni segrete; ogni dovere trascurato, ogni atto egoistico, ogni peccato. “Tutto ciò che una persona non ha confessato e di cui non si è pentita rimarrà nel registro dei peccati. Non verrà eliminato, non sarà presentato in modo anticipato davanti al giudizio per essere cancellato per il sangue espiatorio di Gesù. I peccati accumulati di ogni persona saranno scritti con assoluta precisione, e la luce penetrante della legge di Dio illuminerà ogni segreto delle tenebre. La condanna di coloro che rigettano la misericordia di Dio sarà proporzionale alla luce, alle opportunità ed alla conoscenza dei diritti di Dio” (A fin de Conocerle, p. 361).

 Il servizio quotidiano, quindi, espiava il peccato che rimaneva “registrato” nel Tabernacolo fino al giorno della espiazione, momento in cui si purificava tutto il peccato accumulato durante l’anno.­­­

“Con il trasferimento dei peccati di Israele al santuario, i luoghi santi rimanevano contaminati, e si rendeva necessaria un’opera speciale per rimuovere quei peccati. Dio ordinò che si facesse l’espiazione per ognuna delle sue aree sacre e anche per l’altare. Così “lo purificherà e lo santificherà a motivo delle impurità dei figli di Israele” (Lev. 16:19) “­­­(Cristo en su Santuario, pp. 40-41).

Il giorno dell’espiazione del Santuario terreno era un servizio di purificazione dei registri dei peccati di tutto l’anno e di tutto il popolo di Dio. Il giorno dell’espiazione finale, o giudizio investigativo di Dio, deve essere relazionato con un’opera simile che però deve realizzarsi in cielo.­­­

Il nostro Sommo Sacerdote

L’opera di Cristo dopo la sua ascensione, si compone di due attività che corrispondono a due periodi definiti. Uno include il tempo dall’ascesa di Cristo al cielo fino al 1844 e l’altro dal 1844 fino alla sua seconda venuta.­

Nella prima fase del suo ministero celeste, Gesù compì un’opera di mediazione. Quando salì al cielo, Cristo entrò nel Luogo Santissimo del santuario celeste (Eb. 9:12) per essere intronizzato (Ap. 3:21) …dopo la sua ascensione, comparve alla presenza di Dio per offrire il suo sangue per il bene dei credenti pentiti” (CesS, 44). Poi continuò la sua opera normale nel primo luogo del tempio. Questo servizio consisteva in quanto segue:­­

  • Mediare tra Dio e l’uomo (1 Tm. 2:5, 1 Gv. 2:1; Ap. 8:3-5).
  • Benedire la sua chiesa, dirigerla, illuminarla, in sintesi essere nel suo mezzo dirigendola (Ap. 1:12-20).­
  • Mandare il suo Spirito Santo (Gv. 16:7).
  • Dirigere gli angeli nella guerra contro il diavolo (Ap. 19:11-16).
  • Sostenere l’universo insieme al Padre ed allo Spirito Santo (Eb 1:1-3; Ap. 3:21).

Secondo la profezia di Dan. 8:14, Cristo passò nel Luogo Santissimo, il che significa che ha incominciato un’altra attività. Questa opera è iniziato nel 1844 e terminerà quando saranno stati esaminati tutti i nomi scritti nel libro della vita. Questo lavoro è stato rappresentato simbolicamente nel Vecchio Testamento, con il Giorno dell’Espiazione, il cui servizio cerimoniale si svolgeva nel Luogo Santissimo dove solo il Sommo Sacerdote entrava.­

Il Giudizio Investigativo consiste nell’esame dei registri delle vite di coloro che hanno sempre professato di accettare la salvezza in Cristo e quindi i loro nomi sono stati iscritti nel “libro della vita dell’Agnello”. Lo scopo è quello di verificare se queste persone sono nelle condizioni di essere salvate o meno. Durante il processo, il Signore cancella i peccati del credente o il nome del credente dal Libro della Vita. Una volta che il processo è completato sarà terminata anche la grazia e la porta della misericordia sarà chiusa.­­­­­­­

“Quando nel giudizio i libri vengono aperti, si esamina davanti a Dio la vita di tutti coloro che hanno creduto in Gesù. Il Cristo, nostro avvocato, cominciando da coloro che per primi vissero sulla terra, presenta i casi di ogni generazione successiva per poi concludere con quella dei viventi. Ogni nome è citato, ogni caso viene esaminato attentamente: alcuni nomi vengono accettati, altri respinti” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.2012, p.446).

“Nel servizio del santuario terrestre, che come già si è visto rappresenta quello celeste, quando il sommo sacerdote nel gran giorno dell’espiazione entrava nel luogo santissimo, cessava il servizio nel luogo santo. Dio aveva detto: “… quand’egli entrerà nel santuario per farvi l’espiazione, non ci sarà alcuno, finch’egli non sia uscito…” (Levitico 16:17). Così, quando il Cristo entrò nel luogo santissimo per compiere la fase conclusiva dell’espiazione, cessò il suo ministero nella prima sezione del santuario. Concludendo la funzione nella prima parte del santuario, iniziava quella nella seconda. Nel servizio del tempio, il sommo sacerdote, quando nel gran giorno dell’espiazione lasciava il luogo santo, si presentava davanti a Dio per offrire il sangue dell’offerta per il peccato in favore di tutto Israele sinceramente pentito” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.2012, p.398-399).

Anche se Cristo è entrato nel Luogo Santissimo per iniziare la seconda parte del suo ministero a favore dei peccatori, cioè l’atto di cancellare i peccati dai registri celesti, questo non vuol dire che Cristo ha abbandonato la sua opera di perdono e liberazione dei peccatori. Nel Santuario celeste Cristo ci ha aperto la porta alla presenza di Dio; ed è attraverso la fede che possiamo avvicinarci con fiducia al trono della grazia (At. 4:14-16; 10:19-22; 8:1-2; 9:12-15). L’atto di cancellare il peccato implica necessariamente un’opera di giudizio (Ap. 5:14-15).­­­­­­­­­

Quello che ci deve incoraggiare, come credenti, è il fatto che oggi abbiamo ancora la possibilità di rivolgere il nostro volto a Dio per il perdono dei nostri peccati. Come quando nel giorno dell’espiazione il sacrificio quotidiano non cessava, così anche durante questo periodo di Giudizio Investigativo Cristo non cessa il suo lavoro di avvocato per noi. Quello che Gesù ha fatto, passando nel Luogo Santissimo, è stato quello di aggiungere alla sua opera di perdonare i peccati anche quella di cancellarli dai registri del cielo. In breve possiamo sintetizzare quanto segue: ­

  • I nomi che saranno cancellati dal libro della vita saranno quelli di coloro che, pur avendo accettato Cristo, hanno poi peccato allontanandosi da lui, negandolo come sacrificio espiatorio e persistendo nel loro atteggiamento (Ap. 3:5).­­­
  • I peccati che saranno cancellati dal libro saranno quelli di coloro che si sono pentiti ed hanno ricevuto il perdono per i meriti del sacrificio espiatorio di Cristo (Sal. 51: 1; Ne. 4: 5; Is. 43:25; At. 3:19).­­­­
  • C’è una grande differenza tra l’opera di perdonare il peccato e l’atto di cancellare il peccato. Il perdono è qualcosa che il peccatore sperimenta quando si avvicina pentito a Cristo chiedendogli di perdonarlo. L’atto di cancellare il peccato è un processo legale che lo rimuove dal registro in forma completa.­­

Chi sarà giudicato?

Alcuni insegnano che in questo giudizio saranno giudicati tutti gli uomini. È certo che tutti gli uomini saranno giudicati, pero questo non vuole dire che lo saranno nello stesso momento. L’opera di giudizio consiste nel giudicare coloro che hanno professato di essere figli di Dio (1 Pt. 4:17) e successivamente quelli che si perdono.

James White, nel suo articolo intitolato “Il Giudizio”, pubblicato nel Review and Herald del 29 gennaio 1857, dice che ci sono due classi di persone nel mondo, vale a dire, i giusti e peccatori. “Entrambe le classi saranno giudicate prima che risuscitino dai morti. Il giudizio investigativo della casa o chiesa di Dio avrà luogo prima della prima risurrezione e il giudizio dei malvagi si svolgerà durante i mille anni di Apocalisse 20 ed essi saranno risuscitati alla fine di questo periodo … Il Giudizio dei giusti si realizza mentre Gesù offre il suo sangue per lavare via i loro peccati”.­­

Anche lo Spirito di Profezia concorda con questa idea: “Allo stesso modo, nel giorno finale dell’espiazione e del giudizio investigativo, i casi esaminati riguarderanno solo i figli di Dio. Il giudizio degli empi è un fatto distinto e separato e avverrà in un secondo tempo” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.2012, p.444).

Secondo 1Tm. 5:24, i peccati di alcuni si notano chiaramente prima di andare a processo, ma in altri casi i peccati non si vedono fino ad un momento successivo. Questo significa, secondo James White, che “…alcuni uomini aprono o confessano i loro peccati e vanno in giudizio mentre il sangue di Cristo può cancellarli ed i peccati possono essere dimenticati; mentre i peccati inconfessati, per i quali non c’è stato alcun pentimento, continueranno e resteranno contro il peccatore nel grande giorno del giudizio dei mille anni “(The Judgment, Review and Herald, 9:100, 29-1-1857) .­­­

Se i giusti viventi saranno giudicati, la domanda che sorge è: quando? Verso la fine del giudizio investigativo: “Il Cristo, nostro avvocato, cominciando da coloro che per primi vissero sulla terra, presenta i casi di ogni generazione successiva per poi concludere con quella dei viventi” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.2012, p.446).

Non possiamo dire quando si concluderà questo giudizio, di fatto finirà e la gente non lo saprà, come confermato dallo Spirito di Profezia: “Quando finirà il giudizio investigativo, il destino di tutti sarà deciso per sempre: o per la vita o per la morte. … I giusti i malvagi vivranno ancora sulla terra. Gli uomini continueranno a piantare e a costruire, a mangiare e a bere, inconsapevoli del fatto che la sentenza finale sia già stata pronunciata nel santuario celeste e sia irrevocabile” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.2012, p.452-453).­

Come abbiamo visto non possiamo sapere quando inizia o termina il giudizio investigativo dei vivi; ma quello che sappiamo è che, alla fine del giudizio investigativo, i peccati di coloro che si sono pentiti saranno cancellati dai registri, ed i nomi di tutti gli altri, quelli che non sono stati fedeli, saranno rimossi dal libro della vita (Es. 32:32-33; Ap. 20:12-15; 22:19).­

Infine, riassumiamo dicendo che la legge di Dio è la norma con cui i caratteri e le vite degli uomini saranno giudicati nel giudizio. Di qui l’importanza di conoscerla e rispettarla. Quelli che la negano, includendo tutte quelle religioni cristiane che insegnano la sua abolizione, dovranno constatare alla fine, come vana è stata la loro fede (Mt. 7:21-23).­

Tutti coloro che si sono veramente pentiti del peccato, e per fede hanno rivendicato il sangue di Cristo come il loro sacrificio espiatorio, avranno il perdono segnato accanto ai loro nomi nei libri del cielo. Diventando partecipi della giustizia di Cristo, i loro caratteri trovati in armonia con la legge di Dio e i loro peccati perdonati, saranno considerati degni della vita eterna. Chi conserva peccati di cui non si è pentito, il suo nome verrà rimosso dal libro della vita e le buone opere che sono state registrate saranno cancellate dalla memoria di Dio.­­­­­­­­­

“Dobbiamo accettare quotidianamente questo invito. Il passato è nel libro in cui tutto è annotato. Non possiamo cancellare tale registro, ma possiamo imparare molte cose, se lo vogliamo. Il passato dovrebbe insegnarci le sue lezioni. Trasformando il passato nella nostra guida, possiamo anche farne un nostro amico. Riportando alla mente ciò che in passato è stato spiacevole per noi, al fine di imparare a non ripeterlo. Non si registri nulla nel futuro che causi poi rimorsi… Ogni giorno che viviamo, stiamo facendo la nostra storia. L’oggi è nostro, lo ieri è oltre la nostra capacità di modificarlo o controllarlo. Non contristiamo quindi oggi lo Spirito di Dio, poiché domani non potremo far ritornare questo giorno; sarà ieri per noi …”­­­­­­­­­­­­­­­ (Matutina A Fin de Conocerle, 91).

Il processo di coloro che si perderanno si svolgerà durante il millennio e saranno i giusti redenti che aiuteranno a determinare la sentenza che essi meritano, poiché Gesù gli conferirà tale facoltà (Ap. 20; 14:10). Al termine di questa opera, il destino di tutti sarà deciso e quindi comincerà la nuova vita, libera da Satana, i suoi angeli accoliti, e tutti i malvagi che hanno deciso di seguirlo, liberi per sempre dal peccato. ­

Non si solleverà mai più la ribellione (Naum 9:1) ed i redenti gioiranno eternamente con Gesù che morì per salvarli. Sia lodato il suo nome! Come vorrei essere con Cristo! Lo desideri anche tu? Vuoi essere tra coloro che oggi si presentano al trono della grazia “affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno“? (Eb. 4:16). Abbiamo un meraviglioso Avvocato e Salvatore, non ci presenteremo a Lui oggi per cercare il perdono e la restaurazione in questo tempo di giudizio? Verrà un tempo in cui la porta della misericordia sarà chiusa e non potremo più beneficiare della grazia di Cristo; ora è il momento di prendere una decisione che ci ponga in un luogo sicuro. Non rimandiamo la nostra decisione in favore della fede. Preghiamo che Dio ci converta e ci santifichi attraverso la giustizia impartita di suo Figlio Gesù Cristo.

Che il Signore ti aiuti caro lettore, ed aiuti anche me a dirigere le nostre preghiere al Luogo Santissimo del cielo dove Gesù vive per intercedere per noi, perché Egli abbia misericordia ed ascolti le nostre suppliche alla ricerca del perdono e di maggiore santità. Dio ti benedica. Amen.­­­

Pastore José V. Giner
Gennaio 2018