IL CORPO DI CRISTO: LA CHIESA

L’ÉVANGÉLISATION DES ENFANTS
01/08/2017
ÉLEVONS PLUS HAUT NOTRE BANNIÈRE
01/09/2017

Riflessioni sul termine (parte II)

Nel precedente articolo abbiamo visto che Cristo è il fondatore e sostenitore della sua chiesa e che quest’ultima è formata dai fedeli di tutto il mondo, che a loro volta fanno parte della grande famiglia di Dio nell’universo (Ef. 2:19; 3:15). Abbiamo potuto vedere il paragone usato dall’apostolo Paolo per comparare la chiesa con il corpo umano e abbiamo constatato l’importanza dell’unità nella Chiesa – il corpo dei credenti –, e del seguire i consigli di Gesù –nostro Capo – al fine di essere in grado di svolgere in modo efficace la missione a cui siamo chiamati.

La missione della chiesa

            Da quanto l’uomo è caduto nel peccato, anche da prima della creazione, Dio aveva preparato un piano nel caso in cui le sue creature avessero deciso di disobbedirgli: il piano di redenzione (1 Pt. 1:18-20). Cristo, il Figlio di Dio, avrebbe lasciato la sua gloria, che aveva presso il Padre prima che il mondo fosse (Gv. 17:5), per scendere in questo mondo corrotto dal peccato. E così è stato.

Cristo volontariamente velò la sua divinità con un corpo umano che soffriva una degenerazione di quattromila anni. Visse tra gli uomini come un uomo, avendo le stesse necessità e prove. Aprì la bocca per rivelare le verità più sublimi che uomo abbia mai ascoltato (Sal. 78:2; Gv. 7:46). Per amore verso quegli esseri che aveva creato, per espiare i peccati del mondo, come un agnello fu condotto al macello e davanti ai suoi carnefici non aprì la bocca (Is. 53:7). La sua vita di abnegazione e assoluta dedicazione al Padre fino alla morte in croce, guarì le nostre ferite (Is. 53:5), “…affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Gv. 3:16). La sua immolazione si trasformò in trionfo quando risorse dai morti e “La morte è stata inghiottita dalla vittoria” (1 Cor. 15:54-55).

Nell’ascendere al cielo, Gesù ha promesso di tornare di nuovo per portare i suoi nelle dimore che ha preparato (Gv. 14:1-3). Egli ha lasciato una missione ai suoi discepoli, membri della chiesa della nuova alleanza: fare conoscere l’Evangelo, la parola del Padre in Cristo incarnata (Gv.1:14); diventando così, ciascuno dei suoi discepoli, luce e sale della terra (Mt. 5:13-16), e gli ha promesso di essere con loro e con tutti quelli che sarebbero venuti dopo di loro, fino alla fine del mondo (Mt. 28:18-20). La luce del Vangelo non poteva rimanere relegata ad un gruppo ristretto di persone; la verità doveva essere estesa ad “ogni nazione, tribù, lingua e popolo” (Ap. 14:6).

La Chiesa di Cristo ha la sacra missione di sostenere la verità nel mondo e di diffonderla. Proprio quello che il nostro Signore Gesù ha fatto quando era su questa terra è sintetizzato nelle sue parole: “E questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato. Io ti ho glorificato sopra la terra; ho finito il lavoro che mi hai dato da fare” (Gv. 17: 3-4). Per raggiungere questo obiettivo-missione, la chiesa deve: tenere in alto la Scrittura con l’esempio e l’insegnamento sia scritto che orale sotto la guida dello Spirito Santo. Nella nostra missione sottolineiamo tre aspetti che vogliamo analizzare: a) Preservazione, b) Predicazione, c) Esperienza. 

Preservare la verità

            La verità è la rivelazione di Dio all’uomo. Tutto il resto può essere impregnato di errori, confusione e inganno. Per questo Paolo consiglia a Timoteo di conservare ciò che gli è stato affidato, “evitando le chiacchiere profane e vane, e le opposizioni della falsamente chiamata scienza” (2 Tim. 6:20). Cosa era stato affidato al giovane missionario? “Continua in quello che hai imparato e di cui sei convinto … e che fin dall’infanzia hai conosciuto le Sacre Scritture, che sono in grado di darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede che è in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona“(2 Tm. 3:14-17) (Enfasi aggiunta).

La chiesa del Dio vivente ha il sacro dovere di essere “… colonna (baluardo) e sostegno della verità” (1 Tim. 3:15). Prima parleremo di ciò che un baluardo. I baluardi sono fortezze costruire per scopo difensivo. Alla chiesa è stato dato il compito di difendere, proteggere e custodire la verità. In altre versioni, si parla di “fondamento”; la Parola deve essere il fondamento di tutti i piani, i pensieri e le azioni del popolo di Dio. “La verità è una salvaguardia in tutte le età per coloro che rimangono saldi nella fede che fu data ai santi”. (1)

Non è ciò che sembra a me o ciò che si è fatto per tutta vita o ciò che le religioni di massa dicono, ma ciò che è scritto, la volontà chiara di Dio. Un giorno un conoscente mi ha detto in merito al sabato: “Che differenza fa un giorno o un altro? La cosa importante è osservare un giorno”. Gli ho risposto: “Cosa succederebbe se tu mandassi tuo figlio a comprare un litro di olio e ritornasse con un litro di limonata perché gli piace di più? Sarebbe lo stesso?” Quell’’uomo mi rispose: “Non mi piacerebbe…però non sarei capace di punirlo”. “E se tutti i giorni ti portasse qualcosa di diverso ogni volta che gli chiedi una cosa?” “Beh, io penserei che qualcosa non va e mi sentire molto male”.

C’è qualcosa di sbagliato quando coloro che affermano di appartenere alla Chiesa di Cristo agiscono ed insegnano in contrasto con il messaggio rivelato. Proprio questa è la causa che si trova dietro ogni apostasia ed allontanamento dai principi di Dio. L’insegnamento di Gesù si basa su una “Sta scritto” (Mt. 4:4). Egli non ha mai presentato nulla che fosse fuori dal quadro della rivelazione già esistente o che si opponesse ad essa. Dirigeva sempre l’attenzione dei suoi ascoltatori alla parola ispirata: “Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?” (Lc. 10:26).

Cristo avrebbe lavorato a stretto contatto con i dirigenti ebrei se questi avessero accettato il suo messianismo e i suoi insegnamenti. Ma erano così pieni di orgoglio e tanto assetati di onore mondano, che avevano smesso di preservare la verità e avevano invece introdotto le loro dottrine; così, non fu difficile respingere l’Agnello di Dio e condurlo alla morte. Cristo non aveva altra scelta che quella di trascurare la loro organizzazione e scegliere altri, pochi in numero, eloquenza, saggezza e possedimenti, ma disposti a conservare, vivere e condividere la verità.(2)

Nella storia della Chiesa attraverso i secoli ritroviamo nuovamente questo fenomeno. Le false dottrine che si introducevano all’interno della chiesa, o il semplice rifiuto di qualcuno degli oracoli sacri, finiva col minare l’adesione ai principi eterni; e il Signore doveva trovare altri disposti a continuare a sostenere la bandiera della verità (Rm. 11:17-20).   ­

Il grande movimento di Riforma del XVI secolo, sorse come conseguenza dell’allontanamento dalla verità rivelata, in un momento di tenebre spirituali. Il motto di quei coraggiosi difensori della verità era: La Bibbia, solo la Bibbia, come regola di fede e di condotta. Tutte le volte che Lutero o altri riformatori furono chiamati a testimoniare della loro fede, essi rimasero fermi su questo principio.(3)

“Oggi si nota una forte tendenza ad allontanarsi dalle dottrine ed è quindi necessario un ritorno al grande principio protestante «la Bibbia, solo la Bibbia» come regola di fede e di condotta….Oggi l’unica speranza di riforma risiede nella stessa inalterata adesione alla Parola di Dio che fu manifestata in quell’ora critica della Riforma”. (4)

Non sarebbe stato necessario per il Signore sollevare la Chiesa Avventista (periodo di Laodicea) se il grande movimento protestante del periodo di Filadelfia avesse accettato la somma delle verità bibliche predicate agli inizi del XIX secolo; verità che Lutero non predicò perché semplicemente non le conobbe. Egli fu usato per introdurre una riforma adatta al suo tempo; ma la verità ha sfumature che dovevano brillare in epoche successive.

“Dio, però, avrà sulla terra un popolo che farà della Bibbia l’unica norma di ogni dottrina e la base di ogni riforma. Né l’opinione dei dotti né le seduzioni della scienza né il credo o le decisioni dei concili ecclesiastici, tanto discordi quanto numerosi, devono essere presi in considerazione in relazione a questioni di fede. Prima di accettare una qualsiasi dottrina o comandamento è necessario assicurarsi che sia sostenuto chiaramente da «Così dice il Signore»”. (5)­

Predicare la verità

            La parola “colonna” che appare nel testo di 1 Tim. 3:15, si riferisce non solo alle colonne che si utilizzavano per sostenere una struttura, ma anche a quelle colonne che venivano erette in luoghi affollati ed utilizzate per affiggere annunci. La chiesa non solo preserva e difende la verità, ma l’annuncia anche. Dio ha scelto il suo popolo per proclamare e presentare il suo messaggio di salvezza a tutte le genti che frequentano le piazze e le strade di questo mondo (Mt. 22: 9).

Il triplice messaggio angelico deve essere comunicato in questo tempo. Leggiamo attentamente i seguenti testi dello Spirito di Profezia: “La parola della verità ‘Sta scritto’ è il Vangelo che dobbiamo predicare”. (6)

“La chiesa di Cristo sulla terra è stata organizzata per scopi missionari e il Signore desidera vedere la chiesa nella sua totalità, elaborare mezzi e strategie grazie alle quali il colto e l’umile, il ricco e il povero potranno udire il messaggio della verità”. (7)

Non tutti sono chiamati a svolgere un lavoro personale nei campi stranieri, ma tutti possono fare qualcosa con le loro preghiere e offerte per aiutare l’opera missionaria.

“I libri che contengono la preziosa luce della verità presente e che si trovano sugli scaffali delle nostre case editoriali devono essere diffusi. Sono necessari colportori che si rechino nelle grandi città con questi libri. Andando di casa in casa, troveranno anime affamate di vita, a cui possono dirigere parole adatte. Sono necessari colportori che sentano una preoccupazione per le anime. Si può dire, ‘io non sono un pastore. Non posso predicare alla gente’. No, si può non essere adatti per predicare, ma si può servire, si può chiedere alle persone con le quali ci si incontra se amano il Signore Gesù. Si può essere evangelisti. Si può essere la mano di Dio, lavorando come fecero i discepoli quando Gesù li inviò. Giovani, ragazze, il Maestro vi chiama a realizzare la sua opera”. (8)

“Ogni discepolo di Gesù deve compiere la propria opera in qualità di missionario per Cristo e lo deve fare nella famiglia, nel vicinato e nella città in cui vive. Chiunque sia consacrato a Dio è un canale di conoscenza. Il Signore ne fa uno strumento di giustizia per comunicare agli altri la luce della verità”. (9)­­

“La responsabilità di compiere questo mandato non è soltanto dei pastori. Chiunque ha ricevuto Cristo è chiamato a lavorare per la salvezza dei propri simili”. (10)

“Un’opera sublime deve essere compiuta: essa consiste nel presentare agli uomini la verità del Vangelo. Questo è il mezzo stabilito da Dio per arginare la marea della corruzione morale: è il suo strumento per restaurare la sua immagine morale nell’uomo. È il suo rimedio contro la disorganizzazione universale. È la forza che attira gli uomini all’unità. Presentare queste verità costituisce l’opera del messaggio del terzo angelo. Il Signore vuole che la presentazione di questo messaggio rappresenti l’opera più elevata e più grande da attuare nel mondo ai nostri giorni”. (11)

“Ogni persona, una volta divenuta un membro della chiesa, si impegna ad essere rappresentante di Cristo, vivendo la verità che professa”. (12)

Potremmo riempire pagine e pagine di testi come questi, in cui siamo invitati ad annunciare al mondo la verità di Colui che ci ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce. Da tutti questi possiamo trarre una sintesi, seguendo l’ordine di presentazione dei testi, che ci aiuti a concentrare le idee più importanti:

1. Dobbiamo predicare la verità, un così “Sta scritto”.

2. La chiesa è stata organizzata da Cristo per scopi missionari.

2.a. È necessario escogitare modi e mezzi per raggiungere tutte le classi.

2.b. Chiunque può aiutare con preghiere e offerte.

3. Ci sono diversi metodi stabiliti dal cielo per il lavoro missionario.

3.a. Porta a porta: Occasionale e a tempo pieno.

3.b. Evangelismo personale: nella famiglia, quartiere, paese o città in cui si vive.

4. Tutta la chiesa deve adempiere al mandato di Cristo: “Andate e predicate”.

5. La predicazione della verità beneficia il mondo.

5.a. Ferma la marea di corruzione morale.

5.b. Ripristina l’immagine morale nell’uomo.

5.c. Rimedia alla disorganizzazione universale.

5.d. Unisce gli uomini.

6. La verità deve essere creduta e vissuta.

Vivere la verità

            Quando fu chiesto al famoso leader carismatico Gandhi perché non fosse cristiano, egli rispose: “A causa dei cristiani”. Senza voler giustificare la sua risposta ma per comprenderne il significato, si può dire che la verità non vale nulla se non è vissuta. Purtroppo, i cristiani che egli aveva conosciuto non gli avevano dato una buona testimonianza. Un famoso proverbio dice: “A nulla serve una strada che porta ad un bel luogo se non la si percorre”.

Il Signore Gesù Cristo disse: “perché mi chiamate, Signore, Signore, e non fare quello che dico?” (Lc. 6:46.). “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt. 7:21).

È facile vivere la verità? No, non dobbiamo ingannare nessuno; è impossibile vivere la verità se intraprendiamo questa splendida impresa da soli. Non v’è nessun essere umano in questo mondo, intelligente, ricco e qualificato che sia, nel quale si ritrovi insito nel suo essere un briciolo di forza spirituale, che gli permetta di vivere all’altezza dei precetti divini. “Senza di me non potete far nulla” (Gv. 15:5) (Enfasi aggiunta).

“Chi vuole essere giusto, cercando di osservare la legge con le proprie forze, tenta l’impossibile. Senza il Cristo, ogni azione umana è contaminata dall’egoismo e dal peccato”. (13)

Quando guardiamo a noi stessi, possiamo solo dire con Paolo: “Me miserabile! Chi mi libererà da questo corpo di morte! “(Rom. 7:24). Il profeta Isaia ha detto: “Dalla pianta del piede fino alla testa non vi è nulla di sano: solo ferite, lividure e piaghe aperte, che non sono state pulite né fasciate né lenite con olio” (Is. 1:6).

“Non c’è nessuno, non importa quanto ferventemente stia cercando di fare il meglio, che possa dire: “Non ho peccato”. Chi dicesse questo, vivrebbe un’illusione pericolosa. “Se diciamo che noi abbiamo peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi (1 Gv. 1:8)”. (14)

Questa è la nostra fotografia! Ma non bisogna disperare; Il cielo ha fornito tutto il necessario perché tu ed io possiamo ricevere in Cristo il perdono dei nostri peccati (Ef. 1:1-7; 1 Gv. 2:1-2; Eb. 4:14-16) ed il potere del suo Spirito per vivere la verità (Fil. 4:13; Gd. 24).

“Solo la sua grazia ci può rendere puri tramite la fede”. (15)

“Come possiamo sfuggire, quindi, dall’accusa: “Sei stato pesato sulle bilance e trovato mancante”? Dobbiamo guardare a Cristo. A costo infinito egli fece un patto per essere il nostro rappresentante nelle corti celesti, il nostro Avvocato davanti a Dio”. (16)

“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. E io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre” (Gv. 14:15-16).

“Se il cuore umano e pronto ad obbedire al Signore, se gli sforzi a questo proposito sono notevoli, Gesù accetta questa disposizione e questi sforzi come il miglior servizio dell’uomo, ed Egli stesso supplirà le carenze con i propri meriti divini”. (17)

“Se abbiamo piena fiducia in Dio e ci affidiamo ai meriti di Gesù, il Salvatore che perdona i peccati, riceveremo tutto l’aiuto che desideriamo. Nessuno può pensare di salvarsi con le proprie forze. Il Cristo è morto per noi perché eravamo incapaci di farlo. Egli è il fondamento della nostra speranza: solo grazie a lui possiamo considerarci perdonati e imparare una nuova giustizia. Quando capiamo di essere colpevoli, non dobbiamo abbatterci e aver paura, come se non avessimo nessun Salvatore, e Gesù non provasse alcun sentimento di generosità per noi. Perfino in questo momento Dio ci sta invitando a rivolgerci a lui, con tutte le nostre debolezze, perché egli ci possa salvare”. (18)­

Caro fratello e amico, è una grande benedizione che il Signore Gesù Cristo ci inviti ad unirci alla sua chiesa, che è a sua volta appartiene alla grande famiglia universale di Dio. Accetteremo il suo invito? Dio ti benedica. Amen.

Pastore José V. Giner
Agosto 2017

(1) Matutina Alza tus Ojos, p.230.

(2) ” Il sinedrio, avendo rigettato il messaggio del Cristo, cercava di farlo morire; perciò Gesù lasciò Gerusalemme, i sacerdoti, il tempio, i capi religiosi, le persone istruite nella legge e si rivolse ad altri per proclamare il suo messaggio e per raccogliere coloro che avrebbero trasmesso il messaggio del Vangelo a tutti i popoli. Il rifiuto della conoscenza e della vita eterna da parte delle autorità ecclesiastiche al tempo del Cristo, si è ripetuto in tutte le generazioni successive. Più volte Gesù ha dovuto ritirarsi, come aveva fatto dalla Giudea

Quando i riformatori predicavano la Parola di Dio, non pensavano affatto di separarsi dalla chiesa costituita; ma i capi religiosi non sopportarono quel messaggio e coloro che ne erano i portavoce furono costretti a rivolgersi ad altre persone, assetate di verità. Ai nostri giorni, pochi fra coloro che si professano seguaci dei riformatori hanno il loro stesso spirito. Pochi sono disposti ad ascoltare la voce di Dio e ad accettare qualsiasi verità venga presentata loro. Spesso i veri seguaci dei riformatori sono costretti a separarsi dalle chiese che amano per proclamare il messaggio della Parola di Dio. Molte volte coloro che cercano la verità devono, per ubbidire a quegli insegnamenti, lasciare le chiese dei loro padri.”(La speranza dell’uomo, ediz. 2012 pp. 183-184).

(3) In un’occasione in cui ho visitato la città di Worms (Germania) con altri fratelli, abbiamo potuto vedere la scritta sulla facciata della Chiesa della Trinità (Dreifaltigkeitskirche): ” Siccome sua Maestà serenissima e le illustri autorità esigono da me una risposta chiara, semplice e precisa, io la darò ed è questa: io non posso sottomettere la mia fede né al papa, né ai concili, perché è chiaro come la luce che essi si sono spesso sbagliati e contraddetti. Perciò, a meno che io non venga convinto mediante la testimonianza della Scrittura o da un chiaro ragionamento e non sia persuaso mediante i passi da me citati, così che la mia coscienza risulti in sintonia con la Parola di Dio, io non posso, né voglio ritrattare, perché per un cristiano è pericoloso agire contro la propria coscienza. Questa è la mia posizione. Non posso fare diversamente. Dio mi aiuti. Amen ”

Questa iscrizione è in tedesco, ed è la risposta data da Martin Lutero il 18 aprile 1521 davanti all’imperatore ed all’impero. Si trova anche nel libro il Gran Conflitto, p.130

(4) Il Gran Conflitto, ediz. 1996, p. 164.

(5) Ibid. p. 465.

(6) I Tesori delle Testimonianze, Volume 2, p. 374.

(7) Servizio cristiano, p.63.

(8) El Colportor Evangélico, pp. 37-38.

(9) Servizio cristiano, p. 28.

(10) Gli uomini che vinsero un impero, ediz. 2012, pp.75,76.

(11) I Tesori delle Testimonianze, vol.2, ediz.2012, p. 334.

(12) Consejos sobre la obra de la Escuela Sabática, pp. 147-148.

(13) La Via Migliore, ediz.1996 “Segni dei Tempi”, cap.7, p. 60.

(14) Matutina Alza tus Ojos, p. 52.

(15) La Via Migliore, p. 60.

(16) Matutina Alza tus Ojos, p. 52.

(17) Messaggi Scelti, vol.1, ediz 2014, p. 388.

(18) Patriarchi e Profeti, ediz. 1998, p. 365.