FALLIMENTO O VITTORIA

LE VÉRITABLE AGNEAU PASCAL
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APRENDO STRADE
01/04/2017

Tipi di persone

Nella chiesa ci sono diversi tipi di persone: quelli che spingono e quelli che sono spinti; quelli che incoraggiano e quelli che sono incoraggiati; quelli che decidono di essere una benedizioni per gli altri e quelli che in modo passivo lasciano che siano gli altri ad essere una benedizione per loro; quelli che cadono ma si rialzano con l’aiuto di Dio e coloro che cadono e rimangono a terra per sempre; coloro che ottengono il successo spirituale e coloro che falliscono; quelli che si salveranno e quelli che si perderanno; coloro che saranno fedeli in mezzo alle persecuzioni e coloro che perseguitano i loro ex-fratelli. In definitiva, tutti gli esseri umani fallibili e peccatori hanno bisogno della grazia di Cristo. Che tipo di persone siamo, ognuno di noi?

Un linguaggio militare

Dio ha sempre stimolato i suoi figli ad essere forti e coraggiosi in questa vita: “Sii forte e coraggioso” (Gios. 1:6). Ha sempre incoraggiati i suoi figli a confidare in Lui, “Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore” (Prov. 3:5). Egli ha sempre invitato i suoi figli a non avere paura o scoraggiarsi, nonostante le prove e le difficoltà della vita: “Solo sii forte e coraggioso” (Gios. 1:7). Ha sempre invogliato i suoi figli a continuare la corsa cristiana, nonostante le difficoltà del cammino e per questo ha promesso il suo potere ed aiuto: “Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore allo spossato” (Is. 40:29). Ha sempre spinto i suoi figli ad avere fiducia nelle sue promesse, “Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato, tu e la casa tua” (At. 16:31).

Questi, e altri versetti, possono perfettamente essere paragonati al linguaggio militare; sono espressioni usate dai leader militari per incoraggiare i soldati: “Sii forte”, “Sii coraggio”, “Abbi fiducia”, “Non temere”, “Credi”, ecc. Questi leader, ed anche le truppe, sanno che il linguaggio e le convinzioni di ognuno che combatte sono fondamentali per l’esito della battaglia.

L’espulsione di Satana dal cielo

La domanda che viene in mente è: “Perché Dio usa queste espressioni con i propri figli?” Poiché ogni uomo che viene in questo mondo si ritrova in un campo di battaglia in cui due eserciti combattono fino alla morte. Ma la maggior parte della gente non lo sa! I figli di Dio sanno che il nemico vuole distruggerci e per questo il nostro Generale ci incoraggia nella guerra spirituale. Egli sa che abbiamo bisogno di coraggio, impegno, forza, fede, fiducia, ed è disposto a concedere queste caratteristiche in abbondanza.

Il conflitto è iniziato nel cielo; Lucifero, l’angelo più esaltato, si ribellò contro il Creatore e volle essere uguale a Lui in potenza e gloria (Is. 14:12-14). Con l’inganno e la frode riuscì a convincere una buona parte degli angeli del cielo a sostenerlo ed a unirsi a lui nella sua ribellione. “Questo stato di cose esistette per molto tempo, prima che Satana fosse smascherato ed i ribelli espulsi” (4 CB 1165). “Lucifero fu tollerato per lungo tempo in cielo e gli fu ripetutamente offerto il perdono purché si pentisse e si sottomettesse” (Ellen White, Il Gran Conflitto, ediz.1996, p.387). Ma il fautore del male decise di andare avanti nella sua ribellione. “Vi fu guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone; anche il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero e per loro non fu più trovato posto nel cielo(Ap. 12:7-8).

Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli… Ma guai a voi, abitanti della terra e del mare, perché il diavolo è sceso a voi con grande ira, sapendo di aver poco tempo». E quando il dragone si vide gettato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschio” (Ap. 12:9,12-13).

Gesù e i suoi angeli fedeli lottarono contro Satana e gli angeli che lo appoggiarono. Gesù li sconfisse e così furono costretti a lasciare le loro dimore celesti perché ponevano in pericolo la stabilità e la pace del cielo. Subito dopo, Dio deciso di creare l’uomo, ma non impedì al diavolo di tentarlo, “lo avrebbe messo alla prova per verificare la sua lealtà prima di poterlo considerare eternamente fuori pericolo. Se avesse superato la prova che Dio considerava opportuna, con il tempo sarebbe diventato come gli angeli” (Ellen White, Historia de la Redención, p. 19).

Purtroppo, Adamo ed Eva caddero sotto gli inganni di Satana, che sostenne che sarebbe divenuti simili a Dio se avessero mangiato il frutto proibito (Gn. 3:5). Condannati a morte per la trasgressione, potevano aspettare solo la rovina completa; tuttavia ricevettero l’opportunità della salvezza attraverso il sangue di Cristo, prefigurato dai sacrifici animali che dovevano offrire. Sarebbero morti, inevitabilmente, ma potevano confidare nella speranza della restaurazione. Questo significava che avrebbero avuto una lotta tremenda contro il diavolo se volevano ritrovare l’armonia con Dio. Perché? Perché la loro natura santa era stata alterata con il peccato, trasformandosi in natura peccaminosa (Rom. 7:19). La vittoria contro il male sarebbe stata possibile solo attraverso il sangue dell’agnello, confidando assolutamente nei suoi meriti.

Per quattromila anni Satana cercò di dominare la razza caduta e di indurla a disubbidire a Dio. Ma quando Cristo si incarnò, questa lotta si intensificò ed il diavolo cercò di distruggere il Figlio di Dio con le sue tentazioni personali. La guerra tra il bene e il male si sarebbe decisa nel corso della vita del nostro Salvatore. La sua fedeltà ai principi della legge di Dio è stata fondamentale per la salvezza dell’uomo caduto e per porre fine alla guerra del terrore cominciato dal diavolo.

Col vivere senza aver commesso un solo peccato, Cristo ha sconfitto il diavolo ed in modo assoluto e definitivo gli ha calpestato la testa quando è morto sulla croce come vittima espiatoria. Proprio con questo avvenimento si compì la profezia di Genesi 3:15 ed il diavolo fu condannato alla morte eterna. Gesù, prima di morire, disse del Diavolo: “Ora è il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo” (Gv. 12:31). La frase “sarà cacciato fuori”, parla di un secondo momento anche se dice “ora”. Nel versetto seguente Gesù dice che alla sua crocifissione avrebbe attratti altri a sé. Il diavolo è stato condannato a morte dopo la crocifissione di Cristo. Gesù vede la disfatta totale del diavolo e dei suoi angeli e la sua espulsione dal cielo: “Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore” (Lc. 10:18).

Si noti che Gesù dice a Pietro (prima della crocifissione) “Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano” (Lc. 22:31). Se Satana poteva chiedere a Dio di vagliare Pietro questo indicava che egli poteva ancora parlare con Dio. Lo possiamo ancora comprovare con il caso di Giobbe, dove Satana lo provo con l’autorizzazione di Dio.

Ma dopo la morte e risurrezione di Cristo, non si trova più traccia di un dialogo tra Satana e Dio; osare maltrattare Gesù e condurlo alla croce fu il gesto più estremo e Satana non fu più tollerato poiché era andato troppo oltre e fu come se il suo tempo di grazia fosse terminato. “Sarà gettato fuori”, è anche il compimento della verità biblica che quando un uomo si arrende e accetta Cristo come personale Salvatore, Satana è gettato fuori dal trono del suo cuore.

Lungi dall’essere una vittoria per Satana, la morte di Cristo sulla croce del Calvario mostra a tutti i mondi la totale sconfitta del diavolo “Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita(Ebr. 2:14-15).

La guerra contro le potenze delle tenebre

Dopo la condanna del diavolo e dei suoi servi, la guerra non è terminata; il diavolo ha perso la sua battaglia contro Dio, egli è un nemico sconfitto, ma insiste nel continuare a guerreggiare contro Dio, dirigendo i suoi attacchi contro gli esseri umani. Dio glielo permetterà fino alla fine del tempo di grazia per questa umanità, allora il diavolo e i suoi angeli saranno gettati nello stagno di fuoco. In primo luogo, Satana è stato estromesso dalla sua posizione elevata e gettato a terra, dopo la morte di Gesù, e non gli è stato permesso di avere contatto con gli angeli fedeli, né di accusare i figli di Dio. Infine, sarà gettato nel fuoco per essere distrutto in modo permanente e quindi porre per sempre fine al conflitto tra il bene e il male.

Ecco la ragione della sua guerra contro gli esseri umani in particolare con­tro la donna, la chiesa, poiché ha poco tempo. La storia dell’era cristiana ci mostra l’adempimento di questa profezia, perché migliaia e migliaia di cristiani furono perse­guitati, torturati, assassinati per la loro fede. Duemila anni sono passati dalla morte e risurrezione di Cristo, ma questo non è nulla per il diavolo, perché egli vive da migliaia di anni; per questo egli è arrabbiato perché sa che il suo tempo è contato e cerca con gran furore di distruggere i figli di Dio, il seme della donna.

La guerra continua, miei cari fratelli, “Gli angeli malvagi, creati senza peccato, erano quanto a natura, potenza e gloria, uguali agli esseri celesti che sono ancora oggi messaggeri di Dio. Caduti, in seguito al peccato, si sono coalizzati per disonorare Dio e per distruggere gli uomini” (Il Gran Conflitto, op cit., p. 401).

Pietro ci dice che il diavolo, il nostro avversario, come un leone ruggente cerca chi divorare. Egli ci esorta anche ad essere sobri, a vegliare e rimanere saldi nella fede (1 Pt. 5:8). L’apostolo Pablo ci chiede di combattere il buon combattimento della fede (1 Tim. 6:12). Egli stesso riconosce la sua partecipazione attiva in questa battaglia: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede. Per il resto, mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno, e non solo a me, ma anche a tutti quelli che hanno amato la sua apparizione(2 Tim. 4: 7-8).

Si tratta di un “buon combattimento” e non come quelli degli eserciti del mondo, dove gli esseri umani si uccidono a vicenda. La lotta della fede è quella che si combatte nelle stanze segrete del cuore: “poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti” (Ef. 6:12). Per questo Dio usa un linguaggio bellico per incoraggiare i suoi figli: non ti arrendere, non perderti d’animo, va avanti, sii coraggiosi, abbi fiducia, abbi fede, ce la puoi fare con il mio aiuto, si forte… 

Una lotta quotidiana

In questa guerra contro il diavolo dobbiamo sopportare un terribile conflitto contro il nostro io; è come quando i soldati combattono contro un altro esercito ma anche contro la propria stanchezza, le limitazioni fisiche, lo stato d’animo, il tempo, le circostanze, ecc. È quindi importante sapere qualcosa riguardo a questa guerra da cui dipende il nostro destino eterno. Pri­ma di tutto dobbiamo essere consapevoli che siamo tutti coinvolti in una guerra spirituale; non bisogna igno­rarlo né nascondere la testa. La nostra lotta non è contro i fratelli o contro le persone che ci circondano, ma contro il diavolo e i suoi angeli. Consideriamo un testo ispirato:

“Nessuno corre maggior pericolo di subire l’influsso deleterio degli spiriti malvagi di coloro che, nonostante la diretta e chiara testimonianza delle Scritture, negano l’esistenza e l’azione del diavolo e dei suoi angeli. Finché se ne ignorano le astuzie, essi godono di un immenso vantaggio, perché molti ascoltano i loro suggerimenti pensando di seguire gli orientamenti della loro saggezza. Ecco perché, a mano a mano che si avvicina la fine dei tempi, Satana opererà con tutta la sua potenza per ingannare e distruggere e cercherà di diffondere ovunque l’idea che egli non esiste.

Rientra nei suoi metodi dissimularsi e nascondere la vera natura della sua attività…Satana riesce facilmente a dominare le menti di coloro che non sono consapevoli del suo influsso. La Parola di Dio ci mette in guardia contro i suoi attacchi presentandoci tanti esempi della sua opera e rivelandoci le sue forze segrete” (Il Gran Conflitto, op cit., p. 404).

Satana farà tutto il possibile per farci scoraggiare nella fede e cadere nel peccato, per farci vedere i difetti degli altri più che le loro virtù, per farci ritornare alle nostre vecchie passioni, e per non farci aiutare la chiesa. Se cediamo alla tentazione, il diavolo ci tormenterà notte e giorno inducendoci a sentirci persi e sotto lo sguardo di disapprovazione di Dio, senza speranza di restauro. È così che il diavolo cerca di vincerci, e se ci allontana da Cristo egli riuscirà ad abbatterci; accanto al Signore Gesù invece siamo invincibili. Dobbiamo consolidarci nelle promesse di Dio, che non siamo soli nella lotta contro il male; in Cristo Gesù “noi siamo più che vincitori” (Rom. 8:37).

“Ogni discepolo del Cristo ha il suo angelo custode, una sentinella celeste che protegge il giusto contro la potenza dell’empio…L’agente mediante il quale Dio protegge il suo popolo è indicato nelle parole del Salmo 34:7: «L’angelo dell’Eterno s’accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera»… Quindi gli angeli, designati ad assistere i figli di Dio, hanno sempre accesso alla presenza di Dio…Così il popolo di Dio, esposto agli inganni e alla malvagità del principe delle tenebre e sempre in lotta contro le forze del male, è sicuro della protezione costante degli angeli celesti. Questa certezza non è inutile. Dio ha promesso ai suoi figli la sua grazia e la sua protezione, perché devono affrontare esseri potenti e malvagi: sono numerosi, decisi, instancabili e nessuno deve ignorare o sottovalutare la loro potenza e la loro perversità (Il Gran Conflitto, op cit., p. 401).

Le nostre armi non sono carnali

Nella lotta cruenta contro il male, le nostre armi devono essere spirituali: “perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio…” (2Cor. 10:4). Paolo descrive queste armi nella lettera agli Efesini.

  • La forza del Signore e il suo potere (Ef. 6:10)
  • L’armatura di Dio (v. 11)
  • La verità e la corazza della giustizia (v. 14)
  • Il vangelo della pace (v. 15)
  • Lo scudo della fede (v. 16)
  • La spada dello Spirito (v. 17)
  • La preghiera, il vegliare ed il perseverare (v. 18)

Alla fine, alcuni vinceranno ed altri moriranno sul campo di battaglia. Un esempio di un buon soldato lo abbiamo in Paolo (2 Cor. 11:24-27), che, nonostante tutte le sue prove e difficoltà, si aggrappò alla mano di Cristo per ottenere la vittoria: “Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica” (Filip. 4:13).

Conclusione

Decidiamo di essere soldati di Cristo e combattiamo la battaglia della fede ogni giorno della nostra vita fino a quando il Signore verrà a prenderci. Ci saranno sempre diverse classi di persone o di soldati: i coraggiosi e coloro che si arrendono o fuggono; coloro che incoraggiano e coloro che riversano l’ombra della disperazione sugli altri; coloro che sono una benedizione per quelli che li circondano e coloro che sono solo una pietra d’inciampo; che tipo di soldato sei?

È utile porci un obiettivo nella lotta contro il nostro nemico. La ragione per cui la maggior parte della gente non ha successo spirituale è perché non sanno quello che vogliono nella vita. Paolo disse: “ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti (Fil. 3:13). Sapeva quello che voleva fare nella vita, non ha esitato, non ha vacillato, non era confuso. “Una cosa faccio …”

Si dice che il successo è la progressiva realizzazione di un obiettivo predeterminato che vale la pena raggiungere. Che obiettivo hai? Dove vuoi vivere nell’eternità?

Il successo nella vita di fede non è una cosa sporadica, frutto del caso o di uno sforzo superficiale, ma uno zelo permanente e costante nel perseguire il nostro obiettivo superiore. Riflettiamo se vogliamo essere tra coloro che vinceranno l’egoismo e sottometteranno il loro io a Cristo. Decidiamo di arruolarci tra coloro che combattono il buon combattimento della fede. Il successo nel nostro conflitto contro il male dipende dal rimanere in Cristo, perché senza di lui non possiamo fare nulla. Dio ti benedica. Amen.

Pastore José V. Giner

Aprile 2017