ACQUISTA LA VERITÀ E NON VENDERLA

AMBASSADEURS DE MISÉRICORDE DANS LE MONDE
01/03/2018
LA FOI SUR LA TERRE
01/03/2018

La domanda della vita

Pilato fece una domanda a Cristo mentre era giudicato: “Che cos’è la verità?” (Gv. 18:38). Sembrava interessato a conoscere la risposta, ma in realtà si trattava di una domanda retorica. La questione sorse da un cuore mosso da cattiva coscienza, perché il governatore romano non aveva l’intenzione di conoscere la pura verità e chi era Colui che egli stava giudicando. Pilato era interessato a mantenere solo la sua autorità sui giudei, ricoprendo ufficialmente il suo ruolo di giudice di quel processo iniquo. Fece solo alcuni deboli sforzi per salvare il Signore Gesù Cristo dalla morte e cercò di convincere il popolo a deporre le loro intenzioni omicide. Ma la folla nemica era assetata di sangue e sotto l’influenza di Satana, la risposta che diede fu: “Crocifiggilo!”, “Crocifiggilo!”

Né Pilato, né il popolo ebraico erano interessati alla verità; ognuno cercava il proprio interesse e finirono creando la propria menzogna invece della verità che Cristo rappresentava e voleva insegnare. In realtà, finirono col crocifiggere l’Autore della vita, l’unico che poteva dare risposta precisa ed accurata alla domanda di Pilato, perché Cristo è la verità (Gv. 14:6).

La domanda di Pilato non si limita al passato, ma continua a riverberare nella storia fino ad oggi. Dai più grandi intelletti alle menti più umili, tutti cercano la risposta; il problema è che l’indifferenza di Pilato davanti all’unico che aveva la risposta assoluta, sta annebbiando il mondo anche oggi. Eppure Cristo, nella sua risurrezione e ascensione al cielo, ha mostrato il suo profondo desiderio di rispondere ad ogni essere umano. Oggi possiamo, ognuno di noi, ricevere la risposta che il popolo ebraico e Pilato non vollero ascoltare. Speriamo di non fare “orecchie da mercante”.

L’importanza della verità

Per capire l’importanza di vivere la vita basandosi sulla verità, ricorriamo a un semplice esempio. Quando si scoprì la pianta del tabacco, per un certo tempo i medici raccomandarono il suo uso per combattere alcune malattie.

Già nel 1570 e negli anni a seguire, i medici europei raccomandavano l’uso del tabacco per combattere molte malattie o disturbi tra cui il mal di denti, l’artrite, la pleurite, l’alitosi, i parassiti intestinali, il tetano ed anche il cancro; era considerato utile per rilassare il sistema nervoso e per apportare beneficio alla mente. Incredibile! La gente credeva che questa fosse la verità. È stato a partire dal 1950 che i primo studi seri sul tabacco dimostrarono che nuoceva gravemente alla salute. Oggi si sa che il tabacco contiene nicotina, catrame e altre migliaia di sostanze nocive per la salute. Per secoli si è creduto ad una menzogna che ha danneggiato la vita di migliaia di persone!

Nell’ambito della fede succede lo stesso. È possibile credere ad un errore come se fosse verità e quindi influenzare la vita spirituale dell’individuo. Ad esempio, i giudei al tempo di Cristo, credevano che il Messia sarebbe venuto con gloria e maestà a distruggere e calpestare il potere romano; che allora sarebbe cominciata un’era di dominio giudeo, dove la pace sarebbe regnata. Questo non ha alcun fondamento nella Scrittura. È vero che Gesù ritornerà una seconda volta per porre fine al peccato, al suo originatore il diavolo, e a tutti i peccatori che non si pentono. Ma non era il caso con la sua prima venuta, in cui si è incarnato per morire come Agnello di Dio che porta l’offerta di salvezza attraverso la sua morte vicaria ed espiatoria.

Qualche tempo fa, mentre studiavo la Bibbia con alcuni testimoni di Geova, abbiamo affrontato la questione della divinità di Cristo e mi rattristò molto sentire come svilivano il Signore Gesù Cristo al livello di una “creatura di Dio”, inferiore al Padre, e come sostenevano che egli avesse una preesistenza, prima di nascere come essere umano, ma che non possedeva gli stessi attributi del Padre. Dicevano che Gesù non è Onnipotente, Onnisciente, ecc., e che non è Dio. Per dimostrare le loro affermazioni hanno cambiato alcuni testi della Bibbia e nella loro versione chiamata “Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture”, si legge ad esempio in Giovanni 1: 1: “In principio la Parola era, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio”.

Possiamo vedere chiaramente come hanno cambiato il significato del testo originale, citeremo la versione di Giovanni Diodati: “Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio“. Come si può notare, Giovanni ci trasmette la verità che Gesù nella sua preesistenza era uguale al Padre, che era presso il Padre e che era Dio, e non “un dio”. Chiedendo spiegazioni per questo cambiamento, essi mi hanno risposto che Gesù è come un dio inferiore o minore a cui Dio ha dato questo titolo, ma che non è Dio; per questo hanno introdotto l’articolo “un” per dimostrare che non è uguale, ma inferiore a Dio. Questo non può essere sostenuto con la Bibbia che invece è piena di testi che fanno riferimento alla divinità di Cristo, né è ammissibile dal punto di vista linguistico, dal momento che nell’originale greco non appare questo “un”. In che modo questo insegnamento può danneggiare spiritualmente? Moltissimo.

Ecco una cosa ovvia che accade, o Gesù è Dio o non lo è, c’è un abisso tra le due posizioni. Le Scritture presentano il Signore Gesù allo stesso livello del Padre e gli conferiscono gli stessi attributi del Padre. Gesù è chiamato “l’Eterno” nell’Antico Testamento (Sal. 27:1). Questo testo afferma che l’Eterno è la luce e la salvezza del salmista. Il Nuovo Testamento insegna che Gesù è la luce (Gv.8:12) ed il Salvatore del mondo (1 Tim. 4:9-10). Il profeta Isaia insegna che il Messia, cioè Gesù, è con­siderato: “Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre Eterno, Principe della pace” (Is. 9:6). “Dio potente”, “Padre Eterno” sono nomi che non lasciano spazio a dubbi. Lo stesso profeta, nel capitolo 7 versetto 14, chiama il Messia “Emmanuele” che letteralmente significa “Dio con noi”. Gesù perdonava i peccati, prerogativa esclusiva di Dio (Mt. 9:2-7; Mc. 2:5-10). Gesù riceveva adozione, e solo Dio può essere adorato (Mt. 14:33; Gv. 9:38; Mt. 28:9). Giovanni dice che Gesù è il vero Dio e la vita eterna (1 Gv. 5:20).

Vi sono moltissimi testi che mostrano la divinità di Gesù; negarlo equivale a calpestare la verità. Che cosa succede a coloro che non sono guidati dalla verità? Chiaramente, si ispirano ad una menzogna ed una menzogna giammai può liberare coloro che cercano la salvezza, perché solo la verità ci fa liberi (Gv. 8:32).

La verità su Domenica

             Abbiamo citato una dottrina biblica, la divinità di Cristo, e abbiamo anche visto un gruppo religioso che, dicendo di basarsi sulla Bibbia, nega l’evidenza e tergiversa la verità. Ci sono molti altri insegnamenti che le chiese cristiane presentano che pe­rò non hanno fondamento biblico. In realtà questo è stato già predetto nell’Antico Testamento: “In quel giorno sette donne afferreranno un uomo e diranno: «Noi mangeremo il nostro pane e ci vestiremo delle nostre vesti; soltanto, lasciaci portare il tuo nome, per togliere la nostra vergogna»(Is 4:1).

             La donna, in un contesto profetico, significa una chiesa, che può essere fedele o infedele (Ap. 17:1-2). Il numero sette nella profezia significa interezza, totalità. Le sette donne, quindi, sono le chiese che mangiano il pane, cioè la propria dottrina, non quella biblica e indossano i propri abiti e non la veste bianca della giustizia di Gesù, e che sono solo interessate a portare il ​​nome di Cristo, vale a dire farsi chiamare “cristiani”. Qui si prevede l’esistenza di chiese che sostengono di essere cristiane, ma non danno il pane biblico, ma il loro pane, insegnamenti e tradizioni umane: “Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono comandamenti di uomini” (Mt. 15:9).

Che impatto ha questa questione della divinità di Cristo sull’umanità? In realtà molto ed è una cosa seria. Molti non la pensano così, essi credono che si tratti di inezie, questioni irrilevanti, piccole differenze, ma si sbagliano. Spiegheremo qui il perché. Se Gesù è Dio, come le Scritture mostrano, e non gli rendiamo il culto e l’onore che merita, stiamo commettendo un peccato grave. Degradiamo la divinità di Cristo, la disprezziamo e ci perderemo per sempre: “Affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre; chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato” (Gv. 5:23).

È chiaro, se non onoriamo il Figlio così come onoriamo Dio Padre, cioè dandogli lo stesso status/categoria divina, considerandolo allo stesso livello, non onoriamo Dio. Pertanto, sì, è importante ciò in cui crediamo. Per questo Salomone dice: “Acquista verità e non venderla” (Prov. 23:23). Dopo aver raggiunto la verità, dobbiamo fare tutto il possibile per non abbandonarla, ma custodirla, abbracciarla, apprezzarla e viverla.

Facciamo riferimento ad un’altra dottrina: il Sabato. I sinceri studiosi della Bibbia sanno che il giorno di riposo biblico è il Sabato o settimo giorno. Chiunque legge la Bibbia senza pregiudizio può rendersene conto. Durante i primi quattromila anni di sto­ria terrena, i figli di Dio l’hanno osservato. Gli ebrei e successivamente il popolo giudeo lo osservarono. I cristiani dei primi secoli l’hanno osservato.

Allora, chi ha operato questo cambiamento, azzardandosi a sfidare Dio? L’imperatore romano Costantino, convertendosi al cristianesimo, ha fatto un decreto perché cessasse la persecuzione contro i cristiani. Sembra una buona cosa, perché fino a quel momento i seguaci di Cristo erano stati perseguitati e messi a morte. Il problema è che questa concessione ha avuto una condizione: in tutto l’impero romano la domenica doveva essere osservata al posto del sabato; per i primi cristiani è stata una prova terribile perché alcuni hanno accettato per poter ottenere tutti i privilegi dell’impero mentre altri hanno preferito rifiutare il favore dell’imperatore in modo da non offendere Dio.

Si noti che Costantino era un uomo pagano, adoratore del sole; ovviamente molti dubitano della sua “conversione” e attribuiscono la sua affinità con il cristianesimo a motivi politici. Il 7 Marzo del 321 d.C. fu reso noto il suo decreto: “Che tutti i giudici, e tutti gli abitanti della città, e tutti i mercanti e gli artigiani riposino nel venerabile giorno del sole. Che gli agricoltori, però, si prendano cura liberamente dei campi di coltura; perché spesso accade che nessun altro giorno sia così adatto per la semina del grano o per piantare la vigna; quindi non si dovrebbe lasciare passare il tempo favorevole­ data dal cielo”.

Il Dizionario Enciclopedico (Hisp.-Amer., art. Domenica) dice: “L’imperatore Costantino, nell’anno 321, fu il primo a ordinare una stretta osservanza della Domenica, proibendo ogni tipo di attività giuridica, lavori e impieghi; solo gli agricoltori avevano il permesso­ di svolgere le loro attività agricole di Domenica, se il tempo era favorevole. Una legge successiva del 425 proibì la celebrazione di ogni tipo di rappre­sen­tazione teatrale e, infine, nel secolo VIII si applicarono in tutto il loro rigore alla domenica cristiana i divieti del sabato ebraico” https://porqueseguirajesus.wordpress.com/2017/01/26/quien-cambio-el-dia-de-reposo-del-sabado-por-el-domingo/

Pochi anni dopo, quei cristiani che erano diventati la chiesa dell’impero romano, si incontrarono in un concilio e le osservanze del Settimo giorno furono trasferite alla Domenica, sostenendo che Cristo era ri­suscitato il primo giorno della settimana; così da dargli una giustificazione spirituale più credibile. Ma non c’era alcun fondamento nella Scrittura che autorizzasse questo cambiamento; esso fu fatto per armonizzare con la legge dell’impero romano pagano. Così nacque la romanità cattolica, come riconosciuto dalla stessa Chiesa Cattolica: “La Chiesa Cattolica … in virtù della sua missione divina, ha cambiato il giorno dal Sabato alla Domenica” (The Catholic Mirror, pubblicazione ufficiale del Cardinale James Gibbons, 23 settembre 1893). Vale a dire, che la giustificazione non è la Parola di Dio, ma l’autorità che esercitano sopra quella di Dio.

Purtroppo il mondo protestante, in generale, salvo alcune eccezioni, accetta questa eredità della Chiesa Cattolica e oggi osservano la domenica cattolica al posto del sabato biblico. Diciamo “purtroppo” perché il protestantesimo è stato sempre caratterizzato dall’accettazione della Bibbia come unica regola di fede e religione, e in questo senso dovrebbero osservare il sabato. Non facendolo, essi mostrano la loro adesione all’autorità della Chiesa Cattolica.

L’intolleranza religiosa

Il fatto che la Chiesa Cattolica abbia realizzato questo cambiamento e disprezzato la verità biblica è una questione che il Signore giudicherà a suo tempo, ma ciò che preoccupa coloro che non osservano la domenica, è il fatto che si sta vedendo un movimento a livello globale da parte della Chiesa di Roma, che tende a imporre la domenica come giorno di riposo obbligatorio in tutto il mondo. In linea di principio ciò non può essere fatto perché i governi occidentali sono governati da democrazie e leggi civili che impediscono la preminenza di una religione e la tutela dei diritti delle minoranze religiose, ma se la chiesa menzionata riesce ad ottenere che i governi più potenti sostengano la creazione di una legge a tal fine, allora sapremo che è giunta la persecuzione e l’intolleranza che ha caratterizzato questa chiesa attraverso la storia, specialmente quando esisteva il tribunale della Santa Inquisizione, e questo non è per nulla positivo.

Notiamo alcune parole dell’attuale Papa sulla questione della domenica: “Non dobbiamo mai essere schiavi del lavoro, ma signori. Tuttavia vediamo che ci sono milioni di uomini, donne e bambini, che sono schiavi del lavorare. Essi vengono sfruttati, schiavi del lavoro. Questo va contro Dio e contro la dignità umana… La festa è un dono prezioso che Dio ha fatto alla famiglia umana, ma non è una festa del consumismo e delladissolutezza… http://www.emol.com/noticias/Internacional/2015/08/12/744621/Papa-Francisco-No-debemos-ser-nunca-esclavos-del-trabajo-sino-senores.html

Possiamo fare nostre queste parole. Il significato è buono ma il problema è dove queste parole conducono: a chiedere che la domenica sia stabilita come giorno di riposo obbligatorio in tutto il mondo: “Molti si chiedono qual è il motivo per celebrare l’Eucaristia domenicale. Si potrebbe rispondere che fin dall’inizio i discepoli hanno celebrato questo giorno perché in esso il Signore risuscitò e riceviamo il dono dello Spirito Santo. https://es.aleteia.org/2017/12/13/el-papa-por-que-ir-a-misa-los-domingos-y-no-ser-esclavos-del-trabajo/

Papa Francesco ha dichiarato apertamente che lavorare di domenica non è bene e che l’abbandono della pratica cristiana tradizionale del riposo domenicale non è un cambiamento positivo. Queste parole sono state pronunciate in un viaggio che ha fatto il leader cattolico visitando il Molise, regione agricola del sud Italia, dove c’è un alto tasso di disoccupazione. Anche se ha affermato che i poveri hanno bisogno di lavorare per avere dignità, non è stato invece d’accordo con l’apertura dei negozi di domenica per creare posti di lavoro. La priorità per i cristiani dovrebbe essere umana e non economica. Una delle sue affermazioni più controverse per il mondo cristiano biblico è stata questa: “Forse è il momento di chiedersi se il lavoro di domenica è una vera libertà”. La sua tesi è quella di imporre la domenica non come un comandamento biblico, perché non ha nessuna base, ma come un “scelta etica”, come un gran beneficio per le famiglie tanto dei credenti come dei non credenti.

http://www.aztecanoticias.com.mx/notas/internacional/195498/papa-cree-que-trabajar-en-domingo-no-es-bueno

Si noti che il Papa persegue l’obiettivo di imporre la domenica come giorno obbligatoria in tutto il mondo. Si tratta di una trasgressione aperta contro la verità biblica, una sfida contro Dio e una violazione della libertà di ogni individuo di adorare Dio secondo i dettami della propria coscienza.

Migliaia di anni prima che questo accadesse era già stato predetto nella Parola di Dio (Apocalisse capitolo 13). Anche nel libro di Daniele si profetizza che il piccolo corno, che rappresenta la chiesa di Ro­ma, cambierà i tempi e la legge, come abbiamo già visto che è accaduto (Dan. 7:25).

Le testimonianze sono anche molto chiare su questo: “Nella battaglia che sarà combattuta negli ultimi giorni, si uniranno contro il popolo di Dio tutti i poteri corrotti, apostati e infedeli alla legge di Yahweh. In questo conflitto, il comandamento del sabato sarà il grande problema, poiché in esso il sommo legislatore si identifica come Creatore dei cieli e della terra” (Ellen White, Gli Ultimi Giorni, p.85-86).

              “Attualmente il movimento per la domenica brancola nel buio. I capi nascondono il vero problema, e molti di quelli coinvolti ignorano essi stessi in quale direzione il movimento stia andando. Lavorano al buio. Non capiscono che se uno stato protestante sacrifica i principi che lo hanno reso una nazione libera e indipendente, e inserisce nella Costituzione principi che propagano la falsità e l’inganno papale, precipita negli orrori romani del medioevo” (Ibid. p.87).

“Il cattolicesimo nel vecchio continente e il protestantesimo apostata nel nuovo mondo adotteranno le stesse misure nei confronti di coloro che onorano tutti i precetti divini” (Ibid. p.90).

“Le leggi che impongono l’osservanza della domenica al posto del sabato porteranno a un’apostasia nazionale contro i princìpi repubblicani sui quali il governo è stato fondato. La religione del papato sarà ben accolta dai governanti e la legge di Dio sarà resa nulla” (Idem. p.91)

“Per assicurarsi autorità e popolarità i legislatori cederanno alla richiesta di una legge sulla domenica. Con il decreto che imporrà l’istituzione papale, che è una violazione della legge di Dio, la nostra nazione (Stati Uniti) si distaccherà completamente dalla giustizia. Nello stesso modo in cui l’arrivo dell’esercito romano fu per i discepoli un segno della distruzione imminente di Gerusalemme, così questa apostasia sarà per noi un segno che si è giunti al limite della pazienza di Dio(Ibid. p.91).

CONCLUSIONE

Caro lettore, quanto è bello conoscere la verità, perché solo la verità di Cristo può renderci liberi. Gesù è la verità (Gv. 14:6); accettare Cristo come nostro Salvatore personale è credere nei suoi insegnamenti espressi nella Parola di Dio. Travisare alcuni di questi insegnamenti sacri è peccato, inimicizia contro Dio. Gesù dice che le sue pecore ascoltano la sua voce, cioè che accettano la verità e la vivono: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono” (Gv. 10:27.). “E per questo Dio manderà loro efficacia di errore, perché credano alla menzogna, affinché siano giudicati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nella malvagità!” (2 Tes. 2:11-12).

Quanto desideriamo che i cristiani sinceri nella chiesa Cattolica e nelle chiese protestanti, prendano posizione a favore della verità biblica e si astengano dal mettersi dalla parte di quelli che non solo si opporranno alla verità, ma perseguiteranno coloro che non sono d’accordo con loro! Lo Spirito di Cristo non si manifesta in coloro che opprimono e feriscono il proprio prossimo. Purtroppo questo modo di procedere si è manifestato in passato da parte di persone che affermavano di servire Dio ed in una mano brandivano la spada e nell’altra la Bibbia. Migliaia sono stati uccisi per non essere d’accordo con la fede dei loro carnefici. La storia si ripeterà, ma preghiamo di non essere dalla parte degli oppressori, coloro che non capiscono che Gesù è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto, e non a distruggere le anime della gente (Lc. 19:10) .

Acquistiamo la verità e non vendiamola. Non calpestiamo la verità e non trattiamola con indifferenza. Quanto vale la verità? Non ha prezzo, è un tesoro inestimabile e dobbiamo acquisirla ad ogni costo, e non abbandonarla mai. La verità sta in Cristo; tutto ciò che ci permetterà questa transazione spirituale è l’esercizio della fede. Gesù è morto per rivendicare la verità. La apprezziamo? Dio ti benedica, è il mio desiderio e la mia preghiera. Amen.